Stefano Vezzani

A Casa Emilia già accolti oltre 350 pazienti con i propri familiari

Il primo è stato il signor Antonino. Da allora, dal primo settembre 2021, nei 22 appartamenti di Casa Emilia tanti sono entrati per rimanere pochi giorni, giusto per un controllo o un esame, o lunghi mesi per un percorso di trapianto d’organo od oncologico. In tutto sono stati 367 i pazienti che abbiamo accolto, quasi tutti con uno o più familiari. Un grande abbraccio che è stato reso possibile dalle donazioni di cittadini e imprese.

“Con Casa Emilia diamo a tanti pazienti – spiega il presidente di Fondazione Sant’Orsola Giacomo Faldella – la possibilità di proseguire il proprio percorso di cura, ma non solo. Insieme abbiamo costruito un luogo di accoglienza, umanità, amicizia: una vera e propria comunità, con cui condividere le gioie e le fatiche del proprio cammino. Un posto sicuro dove poter superare il senso di smarrimento che ci si trova a vivere una sfida che pare più grande di noi per giunta lontano da casa”.

Casa Emilia ha aperto i battenti il primo settembre 2021 e oggi conta ben 22 alloggi, tutti col bagno privato e 18 anche con la cucina. Il centro della casa sono la stanza 402 e il grande terrazzo, spazi dove ci si trova tutti insieme, anche con i nostri volontari, presenti ogni pomeriggio e dove si sperimentano la forza e la gioia di non essere soli, per attraversare insieme il percorso di cura.

In poco più di un anno e mezzo abbiamo ricevuto 1.923 richieste, in pratica quasi 4 ogni giorno. I richiedenti sono stati complessivamente 933 (molti sono tornati più di una volta, per visite ed esami o nuove terapie) ed è stato possibile accoglierne 367. Un dato che testimonia quanto sia indispensabile quest’opera e quanto forte sia la necessità che possa crescere ancora.

Tra gli ospiti sono ben rappresentate tutte le diverse fasce d’età, con una percentuale identica (21%) di under 30 e over 65. I pazienti accolti arrivano non solo dal sud, ma da 19 regioni diverse (tutte tranne la Valle d’Aosta). I reparti del Policlinico in cui sono in cura sono ben 59, con una netta prevalenza per Oncologia, Chirurgia generale (soprattutto per alcune specializzazioni) e Chirurgia dei trapianti.

Aperte le iscrizioni per il Centro estivo di Fondazione Sant’Orsola per i figli di medici e infermieri

Sono aperte da oggi, 21 aprile, fino a martedì 2 maggio le iscrizioni per il Centro estivo che Fondazione Sant’Orsola anche quest’anno organizzerà per i figli del personale dell’ospedale.

Da lunedì 12 giugno a venerdì 8 settembre, tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 8 (con possibilità di anticipare alle 7.30 su richiesta) alle 18 i bambini dai 3 ai 10 anni saranno accolti al Padiglione delle Meraviglie.

Le attività saranno condotte da educatrici professioniste e comprenderanno una gita alla settimana, in collina o al mare, in piscina o al museo. Il contributo richiesto comprende tutte le spese (viaggi inclusi) e il pranzo.

Il contributo è pari a 70 euro/settimana per operatori sociosanitari, infermieri, tecnici, amministrativi e specializzandi e 100 euro/settimana per medici e dirigenti.

È possibile richiedere fino a un massimo di 4 settimane per ogni bambino/a. Se in alcune settimane rimarranno posti disponibili sarà comunicato e, unicamente per quelle settimane, sarà possibile per chi ne avesse necessità richiedere un posto anche oltre le 4 settimane.

Per iscriversi è possibile compilare il modulo che trovate sul sito della Fondazione Sant’Orsola all’indirizzo: https://forms.gle/tMG1S5GBjnGgCYww9

Raccolte tutte le domande, elaborate le graduatorie nel più breve tempo possibile verrà data risposta positiva o negativa. Si ricorda, infatti, che già l’anno scorso, per limiti di spazio, non era stato possibile accogliere tutte le domande.

Per ulteriori informazioni: info@fondazionesantorsola.it

Al via la campagna di Cotabo e Fondazione Sant’Orsola “Una corsa per l’Oncologia”

Una Corsa per l’Oncologia è la campagna promossa da Cotabo e Fondazione Sant’Orsola per sostenere i pazienti oncologici e le loro famiglie offrendo un reparto pensato per loro, servizi per il benessere, accoglienza per chi arriva da lontano, progetti per l’alimentazione e sostegno alla ricerca.

I tassisti di Cotabo, rilanciando la collaborazione avviata durante il lockdown con il taxi a 1 euro per il personale sanitario, doneranno l’equivalente di una loro ora di lavoro alla Fondazione Sant’Orsola ma la campagna coinvolgerà anche gli utenti del servizio. A bordo dei taxi Cotabo sono disponibili da oggi locandine e cartoline di Una corsa per l’Oncologia: si potrà donare sul sito della Fondazione, inquadrando il qr code posto all’interno del taxi con il telefonino, o con Satispay. Sarà diffuso anche materiale informativo sulla possibilità di destinare il proprio 5 per mille alla Fondazione Sant’Orsola.

“Solidarietà e responsabilità sociale sono caratteristiche che appartengono al nostro modo di essere impresa cooperativa, non solo durante le emergenze – dichiara Riccardo Carboni, presidente di Cotabo – Per questo abbiamo deciso di rilanciare la collaborazione con Fondazione Sant’Orsola, dopo le esperienze positive realizzate assieme nei momenti più intensi della pandemia. Questa volta facciamo un passo in più, chiediamo ai cittadini di correre insieme a noi per l’oncologia. Una città in cui ci si sostiene a vicenda, è una città migliore per tutti”.

In ambito oncologico Fondazione Sant’Orsola ha già rinnovato completamente il Day hospital dove ogni anno circa 1.800 pazienti ricevono chemio e immunoterapia, accolti da due anni dai volontari della Fondazione Sant’Orsola. Dal 2021 realizza ogni anno due laboratori con uno chef e incontri con una nutrizionista per imparare a cucinare cibi sani, alleati della cura, mentre a Casa Emilia ha accolto finora oltre 300 pazienti oncologici con la propria famiglia provenienti da altre regioni, a Bologna per seguire le cure al Sant’Orsola e sostiene due progetti di ricerca per trovare nuove cure su tumore al polmone e sarcomi.

Tutti progetti continuativi che possono proseguire solo grazie al sostegno costante di imprese e cittadini. Il nuovo progetto che forse sarà realizzato già entro la fine del 2023 è la trasformazione del reparto di degenza: dopo la donazione di 21 letti elettrici per aumentare l’autonomia dei pazienti, l’obiettivo è creare giardini sui terrazzi, rinnovare i bagni, cambiare pavimenti e soffitti, rinnovare l’illuminazione, creare un bancone e spazi dedicati per l’incontro tra medici, pazienti e familiari. Dare vita, in sintesi, ad un reparto pensato su misura del paziente.

“I pazienti oncologici – spiega il vicepresidente di Fondazione Sant’Orsola Andrea Moschetti – sono tra quelli che più hanno sofferto la situazione che si è creata negli ospedali a causa della pandemia. Oggi meritano l’abbraccio di tutta la città e un aiuto concreto, da parte di tutti, per affrontare nel modo migliore il proprio percorso di cura. Fondamentali sono le relazioni, ma è importante anche il luogo in cui avviene la cura e che è capace di influenzare la tollerabilità e dunque l’efficacia della cura stessa”.

Medici e infermieri, online il modulo per lo Spazio bimbi nelle vacanze pasquali

È online il modulo per iscrivere i propri figli 3-10 anni allo Spazio bimbi che la Fondazione Sant’Orsola aprirà in via Pizzardi 1, nei locali concessi in comodato gratuito dal Policlinico, in occasione delle festività pasquali. Lo Spazio sarà aperto da giovedì 6 a martedì 11 aprile, dalle 8 alle 18, con la sola esclusione della domenica di Pasqua.

È prevista anche la somministrazione del pranzo e la possibilità di anticipare e/o posticipare di mezz’ora l’orario di arrivo/uscita in base alle esigenze della famiglia. L’iscrizione è aperta a tutti i bambini e, in presenza di disabilità che lo richiedano, potrà essere attivato anche un educatore ad hoc. Il contributo richiesto è pari a 10 euro/giorno.

I posti disponibili sono 35. Se le richieste supereranno il numero dei posti sarà attivata una graduatoria, elaborata grazie alle domande a cui il modulo di prenotazione chiede di rispondere, inerenti alla professione, al lavoro su turni, alla presenza di reti di supporto parentale, al numero di figli, alla presenza di disabilità, alla distanza del luogo di residenza dal lavoro.

Per iscriversi: https://forms.gle/VLx4Hu48xyTyBk8z6

Per ulteriori informazioni: info@fondazionesantorsola.it

8 marzo – Insieme a te contro il dolore cronico causato dall’endometriosi

Insieme per sostenere l’ambulatorio del Sant’Orsola contro il dolore pelvico cronico. Quello che colpisce le donne affette da endometriosi, una patologia ancora poco conosciuta (e quindi difficilmente diagnosticata) di cui si stima soffrano il 10% di donne in età fertile e per la quale il Policlinico è il centro di riferimento regionale. È questo l’obiettivo del progetto “Insieme contro il dolore” lanciato da Fondazione Sant’Orsola in occasione dell’8 marzo.

L’endometriosi è una patologia infiammatoria benigna ad andamento cronico, caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina in cui è normalmente contenuto. È una malattia piuttosto diffusa: secondo alcune stime, interessa almeno il 10% delle donne in età fertile, il 70% delle donne affette da sindromi e dolori pelvici e fino al 50% delle donne con problemi di fertilità.

Una delle conseguenze dell’endometriosi è il dolore pelvico cronico. Per contrastarlo al Sant’Orsola, dalla collaborazione tra ginecologi del reparto diretto dal professor Seracchioli e dalle fisioterapiste del reparto del dottor Andreoli, è nato così un ambulatorio che offre trattamenti riabilitativi specifici. Ora insieme – grazie al progetto “Insieme contro il dolore” – vogliamo aiutarlo a crescere, per poter fornire un aiuto efficace contro il dolore al maggior numero possibile di donne.

Insieme potremo donare, oltre agli arredi necessari, un elettrostimolatore per la riabilitazione del pavimento pelvico, completo di sonde ed elettrodi, e dieci kit da donare alle pazienti che non possono acquistarlo, per poter comunque proseguire il trattamento anche a casa. Per farlo servono 9.000 euro. Un modo concreto per onorare la Festa della Donna.

Nel giardino terapeutico “L’isola che non c’è” arrivano i levrieri per i piccoli pazienti

Levrieri salvati dai maltrattamenti per i piccoli pazienti del Sant’Orsola. Ogni sabato mattina, dalle 10.30 alle 11.30, nel giardino terapeutico “L’isola che non c’è” – realizzato da Fondazione Sant’Orsola e Fanep sotto al padiglione della Pediatria – si svolgeranno gli Incontri Assistiti con Animali (I.A.A.) genericamente conosciuti come pet therapy, organizzata da Fanep in collaborazione con i volontari di PET LEVIERI coordinati da PET 4SMILE, Ospedale Veterinario “I Portoni Rossi” e ANICURA. Un incontro tra animali che hanno sofferto e piccoli pazienti, con un grande valore terapeutico.

Accarezzare il cane sulla pancia, sentire il respiro con le mani ad occhi chiusi, sentire il cuore appoggiando l’orecchio sul petto del cane, sdraiarsi schiena contro schiena ad occhi chiusi oppure a pancia in su facendo appoggiare la testa del cane sulla pancia del piccolo paziente creando un momento di rilassamento reciproco: queste e tante altre sono, infatti, le attività che saranno realizzate.

“Partiremo – spiega il presidente di Fanep Emilio Franzoni – con le ragazze del Centro regionale per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione grazie alla collaborazione con la professoressa Antonia Parmeggiani e il professor Duccio Maria Cordelli, direttore dell’Unità operativa. L’obiettivo è estendere poi questa possibilità ai piccoli pazienti di tutti i reparti, in collaborazione con le associazioni che vorranno aderire a questa possibilità che potrà accrescere la disponibilità relazionale e comunicativa, stimolare la partecipazione e la motivazione ed aumentare il livello di benessere e di autostima nei piccoli pazienti, accompagnandoli nel percorso di cura”.

In Spagna, Regno Unito e Irlanda i levrieri vivono un’esistenza di maltrattamenti e crudeltà. Pet Levrieri si batte da tempo contro queste pratiche e adotta animali cercando di regalare loro una seconda vita. Ogni sabato mattina alle 10.00 saranno presenti anche i volontari FANEP del gruppo “I genitori accolgono i genitori”con i quali i familiari potranno visitare il giardino “L’Isola che non c’è”.

Il Parco della Luna, in cantiere un nuovo progetto per i piccoli pazienti del Sant’Orsola

Sarà presentato nel giorno in cui Lucio Dalla avrebbe compiuto 80 anni, il prossimo 4 marzo, nel corso di una cena solidale che Fondazione Dalla ha organizzato per sostenerlo. E da una canzone di Dalla prenderà il nome. E’ “Il Parco della Luna”, un nuovo progetto di Fondazione Sant’Orsola. Uno spazio a fianco dell’Isola che non c’è che accoglierà i piccoli pazienti del Policlinico per attività integrative a fianco dell’ospedale, in un ambiente sereno e immerso nel verde, accessibile anche quando il tempo non consente di stare all’aperto.

Per ora vi presentiamo attraverso un render l’idea progettuale. Saranno 40 metri quadrati, suddivisi in due locali, che potranno anche diventare un unico grande spazio, più i servizi igienici. “L’idea dell’allestimento – racconta l’architetto Simone Gheduzzi di Diverserighestudio, che ha pensato con noi questo luogo – è quella di assimilare la forma del padiglione alla forma dell’alveare, il nido naturale dove vivono le api. Questa metafora ci permette di costruire una architettura per bambini a base baricentrica con pianta adattabile nel tempo. Infatti la sua struttura modulare e replicabile si adatta molto bene ad accogliere gli alberi presenti nel suo contorno aprendosi con grandi vetrate su un’area verde assai preziosa per il Policlinico di Sant’Orsola”.

Qui i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi ricoverati nel padiglione 13 – l’ospedale dei bambini del Sant’Orsola – potranno essere accompagnati, quando le loro condizioni lo consentono, per svolgere attività dalla pet therapy alla musicoterapia, in collaborazione con tutti i reparti e tutte le associazioni che corrano utilizzarlo. Ma qui potranno essere accolti anche i figli di chi deve venire al Sant’Orsola per un esame o per far visita ad un proprio caro e non sa a chi affidare i propri figli né vuole o può farli entrare nei reparti dell’ospedale. I due ambienti separabili o unibili consentiranno infatti anche utilizzi diversi, con tutte le garanzie di sicurezza necessarie.

La Fondazione Dalla ha creduto in questo progetto, tanto da dedicare ad esso parte dei proventi derivanti dalla vendita del libro “Il Parco della Luna” (15% del prezzo di copertina), illustrato da Sarah Mazzetti, e le donazioni che verranno raccolte in occasione di una cena solidale che si terrà il 4 marzo nella casa di Lucio Dalla, con uno dei piatti del menu preparato dalla Chef Viviana Varese, del ristorante “VIVA” di Milano, che con gioia ne condivide l’intento.

Per ricevere l’invito alla cena organizzata da Fondazione Dalla, che ne coprirà tutti i costi, o avere maggiori informazioni sul progetto “Il Parco della Luna” è possibile scrivere a info@fondazionesantorsola.it

 

 

 

Carta Etica Unicredit dona un pulmino elettrico per gli ospiti di Casa Emilia

“Un pulmino per gli ospiti di Casa Emilia” è il progetto della Fondazione Sant’Orsola che UniCredit ha deciso di sostenere attraverso il suo Fondo Carta Etica.

Il contributo della banca consentirà di acquistare un pulmino elettrico destinato a soddisfare le necessità di trasporto degli ospiti di Casa Emilia, in particolare di quelli più debilitati che hanno bisogno di essere quotidianamente accompagnati in ospedale per le terapie oncologiche.

Attraverso Casa Emilia la Fondazione Sant’Orsola offre un alloggio prima e dopo il ricovero o durante le terapie ai pazienti che vengono da soli o con i propri cari da fuori regione per essere curati al Sant’Orsola. Casa Emilia dispone di 22 appartamenti, ognuno con bagno e cucina, e ospita gratuitamente 360 famiglie all’anno, alcune per pochi giorni, altre per diversi mesi per il protrarsi delle terapie.

“Casa Emilia – spiega il presidente della Fondazione Sant’Orsola, Giacomo Faldella – è un progetto che permette a tanti pazienti di poter usufruire delle terapie di un Policlinico d’eccellenza come il nostro, ma non solo: grazie alla presenza dei nostri volontari questa casa diventa una seconda famiglia, capace di accompagnare attraverso il percorso di cura. Così il nuovo pulmino sarà fondamentale non solo per accompagnare i più fragili in ospedale, ma anche per favorire ogni giorno la vita di questa piccola comunità”.

Il Fondo Carta Etica si alimenta grazie alle carte di credito etiche di UniCredit, disponibili sia per i privati che per le imprese e che, senza costi aggiuntivi per il cliente, permettono, ad ogni utilizzo, di contribuire a iniziative solidali. A ciò si aggiunge il contributo della banca pari al 2 per mille di ogni spesa effettuata.

Con il progetto Carta E, dal 2005 ad oggi, sono stati destinati oltre 32 milioni di euro del Fondo Carta Etica in iniziative selezionate dalle strutture di UniCredit, per sostenere progetti di utilità sociale in riposta ai bisogni più urgenti delle comunità: la gestione delle emergenze, il sostegno alla disabilità, le iniziative per l’infanzia, le donne, gli anziani ed altre realtà in difficoltà o in forte disagio.

Il Fondo Carta Etica ha permesso ad UniCredit di supportare, dal 2005, più di 1.300 iniziative locali in tutta Italia.

Bologna Marathon – Una staffetta in città, tutti insieme per l’Oncologia del Sant’Orsola

Quest’anno, per la prima volta, il 5 Marzo durante la Bologna Marathon si svolgerà nel centro della città una staffetta solidale. Ogni squadra che partecipa correrà a sostegno di un ente non profit, aiutandolo a realizzare un progetto.

Anche la Fondazione Sant’Orsola partecipa con l’obiettivo di regalare ai pazienti oncologici un reparto tutto nuovo, un luogo pensato per loro, pieno di luce, verde e colore: un luogo pieno di bellezza.

Se vuoi anche tu tagliare insieme a noi questo traguardo puoi sostenerci, in questa occasione, formando una squadra di quattro persone, con i tuoi amici o colleghi. Si correrà a coppie, con un tragitto di 5km per ogni coppia, attraverso il centro il Bologna.

L’iscrizione è di 100 euro a squadra (25 a persona) che, tolti i costi, andranno a sostegno del nostro progetto Lo spazio che cura.

Al Sant’Orsola il Centro per il benessere “L’acqua e le rose” accoglie i primi 255 pazienti

Entra nel vivo l’attività dell’Acqua e le rose, il Centro per il benessere dei pazienti che Fondazione Sant’Orsola ha aperto il 28 novembre scorso. Qui ogni giorno tre operatori socio-sanitari, due volontari e un barbiere o parrucchiere associato a CNA danno ai pazienti ricoverati al padiglione 2 la possibilità di fare una doccia o il bagno nella vasca assistita per i non autosufficienti o sistemare barba e capelli. Gesti semplici e quotidiani, indispensabili per continuare ad aver cura di sé anche in ospedale.

Il Centro non ha mai chiuso i battenti, continuando l’attività tutte le mattine, dalle 7.30 alle 12.30, anche durante le vacanze natalizie. In queste prime settimane sono stati così già 255 i pazienti ricoverati nei dieci reparti del padiglione – dalle Medicine interne all’Oncologia – che sono stati accompagnati dai nostri volontari e dagli oss al Centro per una doccia o il bagno nella vasca e 65 quelli che hanno usufruito dei servizi di barbieri e parrucchiere.

Possono accedere al Centro tutti i pazienti ricoverati al padiglione 2 autonomi oppure in carrozzina o allettati. Per farlo occorre chiedere il servizio al coordinatore infermieristico del proprio reparto, che provvederà a fare la prenotazione. Il Centro è stato realizzato e vive ogni giorno grazie alle donazioni che riusciamo a raccogliere, dai degenti ma anche – e soprattutto – da tutti i cittadini e le imprese che, come noi, credono sia indispensabile fare tutto il possibile per difendere con gesti concreti la dignità dei malati.