Casa Emilia raddoppia passando da 11 a 22 alloggi per pazienti e familiari

4 Settembre 2022

Casa Emilia raddoppia. La struttura aperta da Fondazione Sant’Orsola il primo settembre 2021 per accogliere pazienti che arrivano da fuori regione, insieme ai propri cari, per essere curati al Policlinico passa da 11 a 22 appartamenti. “È una scelta molto impegnativa – spiega il presidente Giacomo Faldella – ma necessaria, sia per dare una risposta a una domanda in aumento, sia per far crescere ancora un’esperienza che durante il primo anno ha manifestato il proprio valore al di là di ogni nostra aspettativa”.

 

Casa Emilia accoglie, infatti, non solo i parenti ma anche – e soprattutto – i pazienti di fuori regione che, con o senza famigliari, devono rimanere a Bologna per le visite e gli esami pre-ricovero, durante terapie oncologiche o altre terapie che non richiedano la degenza in ospedale, per i controlli e le visite post-intervento chirurgico o trapianto. La durata del soggiorno, completamente gratuito, può variare da pochi giorni a diversi mesi, in base alle esigenze di cura di ognuno.

 

La Casa aveva aperto i battenti un anno fa prendendo in affitto il quarto piano dello studentato di Camplus – primo provider di housing per studenti universitari in Italia – in via Emilia Levante. Il quarto piano offre 10 appartamenti, da 3 a 5 posti letto, ognuno con bagno e cucina autonomi, a cui si aggiungono uno spazio comune per stare con le altre famiglie e una grande terrazza. Ogni giorno la casa è animata dalla presenza dei volontari, sempre a disposizione per ogni necessità.

 

“Casa Emilia – spiega il direttore generale del Policlinico Chiara Gibertoni – amplia e qualifica ancora la grande offerta di accoglienza che tante associazioni hanno costruito in questi anni attorno al nostro Policlinico. Per noi si tratta di un aiuto importante, per poter dare una risposta positiva ai tanti pazienti che arrivano da tutta Italia grazie alle cure che la qualità dei nostri medici e il valore della ricerca è in grado di garantire. Anche in questo la Fondazione Sant’Orsola si conferma per noi un alleato importante con cui continueremo a lavorare e a costruire risposte per i nostri pazienti”.

 

Durante il primo anno le richieste arrivate sono state 915, ma è stato possibile accoglierne solo 429 (46%), presentate da 181 pazienti (numerosi sono tornati più volte per visite e controlli). Gli ospiti arrivano da 18 regioni (in pratica tutte tranne Piemonte e Valle d’Aosta): il 75% dal sud, ma quasi un quarto anche dal centro e dal nord. A differenza di altre case di accoglienza, dedicate a uno specifico reparto, Casa Emilia ha accolto pazienti in cura in 34 reparti diversi del Policlinico, confermando la trasversalità che la Fondazione è nata per avere.

 

Ora – viste le tante domande a cui non è stato possibile dare una risposta positiva per carenza di stanze – la Fondazione Sant’Orsola ha deciso, dopo appena un anno, di raddoppiare l’accoglienza. Oltre al quarto piano è stato preso in affitto da Camplus anche il terzo, arrivando a 22 alloggi, mantenendone sempre uno come luogo di incontro per tutte le famiglie, a fianco della grande terrazza, a servizio di entrambi i piani.

 

Per la Fondazione Sant’Orsola si tratta di uno sforzo davvero importante. Il costo complessivo per garantire 12 mesi di accoglienza gratuita (dal primo settembre 2022 al 31 agosto 2023) sarà pari a 420.000 euro, iva compresa. Per farvi fronte Fondazione Sant’Orsola lancerà una grande campagna di raccolta fondi, con iniziative durante tutto l’anno, per far vivere anche così la grande capacità di accoglienza di Bologna.

 

“Il nostro obiettivo – racconta il presidente della Fondazione Sant’Orsola Giacomo Faldella – è accogliere quest’anno almeno 360 pazienti con le proprie famiglie mantenendo, grazie soprattutto alla presenza quotidiana dei nostri volontari, la possibilità per tutti di vivere momenti di condivisione che aiutano a superare isolamento e solitudine ed aprono ad una positività inaspettata. A Casa Emilia si vive, insieme, la gioia di non essere soli, la forza di una comunità che nasce dall’accoglienza reciproca della propria fragilità. È una dimensione che vogliamo far crescere ed offrire a sempre più famiglie”.

 

“L’esperienza di Casa Emilia inserisce un altro tassello nel nostro viaggio – commenta Maurizio Carvelli, CEO e Founder di Camplus – una esperienza per noi nuova, intensa e che va affrontata con una passione per le persone vera e sincera. Dopo tanti anni di lavoro nel mondo dell’ospitalità, stiamo toccando con mano il significato e il senso più profondo di che cosa significhi questa parola, stiamo riscoprendo il vero valore dell’accoglienza. Ringrazio quindi Fondazione Sant’Orsola per averci scelto come compagni di viaggio in questo percorso, perché pensando a tutti gli ospiti che sono stati con noi quest’anno possiamo dire che è stata una piacevole scoperta vedere che si sono sentiti ‘a casa’ in un momento difficile e particolare della loro vita”.

 

(nella foto: il cardinal Zuppi con alcuni ospiti all’ingresso di Casa Emilia nel dicembre scorso)

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