Stefano Vezzani

PER NATALE TORNA LO SPAZIO BIMBI DI FONDAZIONE SANT’ORSOLA

Riaprirà per le vacanze natalizie lo Spazio Bimbi gestito da Fondazione Sant’Orsola per i figli dei dipendenti del Policlinico, all’interno dei locali concessi dalla Croce Rossa Italiana al padiglione 32 (accesso da viale Ercolani o dall’interno del Policlinico).

Lo Spazio, gestito da educatrici professionali, sarà aperto lunedì 23 e martedì 24 dicembre, giovedì 26 e venerdì 27 dicembre, lunedì 30 e martedì 31 (fino alle 16.30) dicembre, giovedì 2 e venerdì 3 gennaio, ogni giorno dalle 7.30 alle 18. Il contributo, come per il Centro estivo, è di 14 euro/giorno per il comparto e 20 euro/giorno per medici e dirigenti (pasto compreso).

I posti disponibili, per la fascia 3-10 anni, sono complessivamente 25. Per fare domanda è necessario compilare il modulo (https://forms.gle/4cBUL4faoJtWtrfTA) entro venerdì 6 dicembre. La graduatoria sarà spedita lunedì 9 dicembre a tutti coloro che avranno fatto domanda, insieme alle indicazioni per versare la quota.

CASCHI SALVA-CAPELLI, GRAZIE A FONDAZIONE MARCHESINI ACT RAGGIUNTO IL PRIMO TRAGUARDO!

Grazie ad una grande donazione della Fondazione Marchesini ACT, ha raggiunto l’obiettivo con 20 giorni di anticipo la campagna “Di testa mia”, lanciata da Fondazione Sant’Orsola per portare al Policlinico un dispositivo che permette di contrastare la caduta dei capelli durante la chemioterapia, per tutte le donne colpite da tumori al seno o ginecologici.

La Fondazione Marchesini ACT, che dal 2021 coordina le iniziative di solidarietà della società, ha deciso di donare i 22.000 euro che mancavano per raggiungere l’obiettivo dei 44.000 euro necessari ad acquistare il primo dispositivo, con due caschi, che potrà così essere consegnato al Sant’Orsola entro Natale. Una generosità che si unisce a quella dei 255 bolognesi che avevano già dato il proprio contributo.

“L’obiettivo della Fondazione Marchesini Act è quello di prendersi cura della comunità. In questo progetto della Fondazione Sant’Orsola, la spinta verso l’innovazione e la ricerca tecnologica è messa a servizio dell’umanizzazione delle cure – sottolinea Valentina Marchesini, presidente di Fondazione Marchesini Act – E’ importante per noi dare un contributo all’acquisto di dispositivi che possano accompagnare e sostenere le donne in un momento difficile della vita, perché possano affrontarlo con più forza possibile, nel rispetto delle sensibilità e delle fragilità di ognuna. Sostenendo il progetto della Fondazione Sant’Orsola, vogliamo abbracciare loro”.

“Grazie alla grande generosità di Bologna e delle sue imprese – commenta il presidente di Fondazione Sant’Orsola Giacomo Faldella – siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo e il primo dispositivo, con due caschi, arriverà così entro Natale. Così, confortati da questo slancio, abbiamo deciso di proseguire nella raccolta, per portare presto al Policlinico un secondo dispositivo, che garantisca questa opportunità ad un maggior numero di donne”.

Il dispositivo garantisce, infatti, alle pazienti con tumori al seno o ginecologici un aiuto importante. Non perdere i capelli durante le cure permette di preservare la propria immagine e di essere più a proprio agio con se stessi, ma non solo. Dà soprattutto la libertà di decidere se, quando e con chi condividere la notizia della malattia, potendo gestire meglio le relazioni con gli altri durante il periodo di cura.

Per raggiungere questi obiettivi un’azienda inglese ha ideato un dispositivo che, provocando il raffreddamento controllato del cuio capelluto, può evitare la perdita dei capelli, bloccando l’effetto del chemioterapico sul follicolo pilifero. Il casco viene applicato alla paziente mezz’ora prima dell’inizio della chemioterapia e tenuto fino a mezzora dopo il termine.

Ogni dispositivo comprende due caschi e si stima possa essere d’aiuto ad almeno 100 pazienti ogni anno. Offre risultati importanti per chi è in cura con i due principali  chemioterapici utilizzati per tumori al seno o ginecologici. Secondo uno studio condotto in tre ospedali nel nord Italia è stata evitata la perdita dei capelli

  • nell’89% dei casi tra le donne sottoposte a chemioterapia a base di taxani (la più diffusa);
  • nel 78% dei casi tra le donne sottoposte sia ad antracicline che a taxani;
  • nel 47% dei casi tra le donne sottoposte a chemioterapia a base di antracicline.

Nei mesi scorsi il dispositivo è stato testato con successo anche al Sant’Orsola. “Guardarmi allo specchio e vedere i miei capelli – racconta Marta – mi ha fornito un’incredibile forza. Anche i miei bambini mi vedevano ancora come la loro mamma di sempre. Questo ha avuto un impatto enorme sulla mia famiglia”. Ora la raccolta fondi continua sulla piattaforma Ideaginger, fino al 6 dicembre, e anche dopo su questo sito per portare questa possibilità ad un numero sempre maggiore di donne.

Logopedia precoce, il 30 novembre e 1 dicembre arriva il congresso di Guarda come cresco

“Guarda come cresco, 5 anni di intervento precoce nei bambini con Trisomia21”. Il 30 novembre e l’1 dicembre si svolgerà a Bologna il congresso che approfondisce metodologie e risultati del nostro progetto che offre ai bambini da zero a 6 anni con sindrome di Down un percorso di logopedia precoce.

L’evento formativo è rivolto a famiglie e professionisti (sessione dedicata la domenica mattina) presso la Sala congressi MUG in Via Emilia Levante, 9/F, 40137 Bologna. A seguire potete trovare il programma completo dell’iniziativa.

Una delle caratteristiche principali di questo progetto è la ferma convinzione che una buona comunicazione tra i professionisti che in rete operano  per la cura dei nostri bimbi, rappresenti sicuramente elemento positivo nella gestione del percorso riabilitativo di questi piccoli e delle loro famiglie.

Per questo motivo la prima giornata del congresso sarà aperta anche a tutte le famiglie che avranno il piacere di partecipare e tutti i professionisti  che seguono i bimbi presi in carico dal progetto potranno partecipare gratuitamente.

Il nostro obiettivo è condividere l’esperienza e i risultati finora raccolti con tutti i professionisti, creare un linguaggio comune e condiviso che possa attraverso il confronto aprire a strade sempre più facilmente percorribili e adeguate ai piccoli pazienti con trisomia 21. Parleremo di stimolazione precoce del linguaggio, di funzioni orali quali respirazione, deglutizione e masticazione, vedremo insieme i passi che la ricerca ha fatto in questi anni ma soprattutto quello che può ancora fare.

Modulo per iscrizioni: https://forms.gle/o5YnBHm7CZNes7my8

Scopri il programma: clicca qui

TUMORE AL SENO, CON IL PROGETTO “DI TESTA MIA” DONIAMO ALLE DONNE I CASCHI SALVA-CAPELLI

Tumore al seno, al via la campagna per portare al Sant’Orsola un dispositivo capace di evitare – fino all’89% dei casi – la caduta dei capelli durante la chemioterapia. L’ha lanciata Fondazione Sant’Orsola nell’ambito di un progetto più ampio per l’Oncologia femminile. Obiettivo: raccogliere, attraverso una campagna sulla piattaforma Ideaginger, i 44.000 euro necessari entro l’inizio di dicembre, per avere il dispositivo disponibile entro Natale.

“Per le donne sarà uno strumento in più – spiega il presidente della Fondazione Giacomo Faldella – per affrontare il proprio percorso di cura. Non perdere i capelli permette di preservare la propria immagine e di essere più a proprio agio con se stessi, ma non solo. Dà la libertà di decidere se, quando e con chi condividere la notizia della malattia, potendo gestire meglio le relazioni con gli altri durante il periodo di cura”.

La perdita dei capelli indotta da chemioterapia è un effetto collaterale comune che provoca disagio, soprattutto tra le donne. La ditta inglese Paxman Coolers ha ideato un dispositivo che, provocando il raffreddamento controllato del cuio capelluto, può evitare questo effetto collaterale, bloccando l’effetto del chemioterapico sul follicolo pilifero. Il casco viene applicato alla paziente mezz’ora prima dell’inizio della chemioterapia e tenuto fino a mezzora dopo il termine.

Ogni dispositivo comprende due caschi, ha un valore di 44.000 euro e si stima possa essere d’aiuto ad almeno 100 pazienti ogni anno. “Abbiamo aperto – racconta Faldella – un crowdfunding sulla piattaforma Ideaginger per permettere a tutti di donare e aiutarci a raggiungere questo obiettivo. La sanità pubblica deve garantire gli screening e le terapie migliori a tutti, ma tutti insieme possiamo fare qualcosa per sostenere chi vive questo percorso di cura”.

Questo dispositivo, infatti, offre oggi risultati importanti soprattutto per chi è in cura con i due principali  chemioterapici utilizzati nel caso di tumori al seno. Secondo uno studio condotto in tre ospedali nel nord Italia è stata evitata la perdita dei capelli

  • nell’89% dei casi tra le donne sottoposte a chemioterapia a base di taxani (la più diffusa);
  • nel 78% dei casi tra le donne sottoposte sia ad antracicline che a taxani;
  • nel 47% dei casi tra le donne sottoposte a chemioterapia a base di antracicline.

Nei mesi scorsi il dispositivo è stato testato con successo anche al Sant’Orsola. “Guardarmi allo specchio e vedere i miei capelli – racconta Marta – mi ha fornito un’incredibile forza. Anche i miei bambini mi vedevano ancora come la loro mamma di sempre. Questo ha avuto un impatto enorme sulla mia famiglia”. Ma il casco funziona anche quando non funziona: “Anche se ho perso i capelli il fatto di poter scegliere mi ha restituito un senso di controllo che avevo perso dopo la diagnosi” spiega Giulia.

Elena ha scelto di non utilizzare il casco anticaduta durante la chemioterapia, affrontando la perdita di capelli ma anche per lei il semplice fatto di sapere di poter disporre di questa opzione ha avuto un grande impatto: “Lavorando in sanità, vedo ogni giorno quanto possa essere devastante per le persone sentirsi senza scelte. Sapere che avrei potuto utilizzarlo se lo avessi voluto mi ha conferito una sorta di pace mentale”.

Unisciti anche tu a questo progetto, puoi farlo:

  • partecipando entro il 6 dicembre 2024 al crowdfunding sulla piattaforma Ideaginger QUI
  • donando direttamente DAL NOSTRO SITO, scegliendo tra i progetti “Di testa mia” (lo trovate scorrendo il menu a tendina nella prima finestrella)
  • donando con bonifico al conto corrente bancario intestato a Fondazione Policlinico Sant’Orsola – IBAN IT72I0847236760000000101617 (nota bene: il carattere in quinta posizione è una I non un 1) – causale: Di testa mia

ASSEGNATO IL PREMIO TIZIANA FANELLI, UNA SPERANZA IN PIÙ CONTRO I TUMORI RARI

Un aiuto alla ricerca sui tumori rari. È stato assegnato a un giovane ricercatore il primo Premio Tiziano Fanelli, che la famiglia bolognese Dipierri ha lanciato, in collaborazione con la Fondazione Sant’Orsola, in ricordo della moglie prematuramente scomparsa nel marzo 2022 proprio a causa di un tumore raro.

“Con questo Premio – ha spiegato la figlia – onoriamo la memoria di una persona molto speciale, mia madre, Tiziana Fanelli. In occasione del suo cinquantesimo compleanno le era stato chiesto di esprimere un desiderio: ‘Vorrei che capitasse una cosa bella a ciascuno di noi’. Queste poche e semplici parole sono la sua essenza di persona generosa e grata alla vita. Abbiamo deciso di continuare noi a realizzare questo suo desiderio incentivando, attraverso il Premio, la ricerca medica”.

“Per migliorare la cura dei tumori rari e in particolare dei sarcomi viscerali, caratterizzati da un’estrema differenziazione di tipologie, diagnosi, prognosi e terapie – racconta la professoressa Maria Pantaleo, responsabile del Programma Tumori rari del Policlinico di Sant’Orsola e presidente della giuria – la ricerca gioca, infatti, un ruolo insostituibile, anche per individuare nuove strade e nuove terapie che possano essere sempre più efficaci”.

Il Premio dedicato alla memoria di Tiziana Fanelli si propone di contribuire ad incentivare la ricerca per le patologie per le quali non si registra attualmente uno spiccato interesse da parte dell’industria farmaceutica. In particolare, il Premio istituito dalla famiglia Dipierri si propone di favorire l’ulteriore sviluppo e il completamento dei progetti in corso, per i quali si sia giunti a risultati preliminari. I 15.000 euro del Premio serviranno per finanziare un ulteriore avanzamento della ricerca, proseguendo lo studio su altre tipologie di sarcomi.

Il Premio è stato aggiudicato ad Alessandro Mazzocca, ricercatore impegnato nell’individuare una cura per i sarcomi che attualmente resistono ai farmaci. La ricerca ideata e portata avanti dal suo team sta studiando, in particolare, un antitumorale mirato a un recettore coinvolto nella crescita e nella progressione di alcuni sarcomi. I primi risultati hanno visto un’influenza sul tasso di crescita suggerendo la sua potenziale efficacia nei tumori chemioresistenti.

“Ha un valore enorme – ha commentato il presidente della Fondazione Sant’Orsola Giacomo Faldella – che da un evento così doloroso, come la scomparsa prematura di Tiziana Fanelli, possa nascere qualcosa di bello e positivo per tutti. C’è nella scelta della famiglia Dipierri una generosità grande, che testimonia più di ogni parola sia il valore della persona sia l’amore che ha legato e, oggi come ieri, lega i suoi familiari a lei”.

Confindustria Emilia racconta con un podcast i primi 5 anni di Fondazione Sant’Orsola

Confindustria Emilia ha dedicato un podcast a Fondazione Sant’Orsola, raccontandone – a cinque anni dalla nascita – progetti e prospettive. Il podcast fa parte di “FARE insieme charity”, spin off dedicato alla presentazione di alcune onlus e società non profit, “realtà fortemente presenti nei territori di Bologna, Ferrara e Modena – racconta l’associazione – e che svolgono un lavoro straordinariamente importante e cruciale per l​intera comunità.”

Il racconto, prima di approfondire alcuni progetti in corso, dedica uno spazio particolare al ruolo dei promotori che “si impegnano ogni anno – spiega – a versare una quota per sostenere tutti i costi di gestione dell​’ente, dalla sede al personale. In questo modo il 100% di ogni donazione va al progetto per cui è stata fatta: una garanzia di trasparenza che ha aiutato a coinvolgere sempre più persone e imprese e a realizzare tanti obiettivi per migliorare continuamente le condizioni di cura dei pazienti tramite una rete di volontari, cittadini e imprese”

Ascolta il podcast: clicca qui 

Grazie a Intesa Sanpaolo nel 2024 Casa Emilia ha aperto le porte ad altre 80 famiglie

Ottanta pazienti con la propria famiglia sono stati accolti a Casa Emilia nel 2024 grazie al progetto “Casa Emilia – l’Accoglienza Raddoppia” della Fondazione Policlinico Sant’Orsola, sostenuto da Intesa Sanpaolo, attraverso il Programma Formula, in collaborazione con CESVI. La raccolta fondi ha permesso di finanziare in particolare l’accoglienza di famiglie con gravidanze a rischio o con figli con disabilità derivanti da sindromi genetiche provenienti da tutta Italia.

Il progetto è stato finanziato attraverso una raccolta fondi attiva da ottobre a dicembre 2023 su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per le persone in difficoltà. In tre mesi, sono stati raccolti oltre 100.000 euro grazie alle contribuzioni di privati cittadini, imprese, della Banca e delle società del Gruppo.

Casa Emilia – l’Accoglienza Raddoppia ha permesso di rafforzare gli spazi e ampliare l’offerta di alloggi del progetto di accoglienza per rispondere nel breve periodo alla crescente richiesta di aiuto. Fin dall’apertura, grazie a Casa Emilia, i pazienti che giungono da fuori Regione, soli o con i propri cari, al Policlinico di Sant’Orsola per un importante intervento chirurgico o un trapianto o durante le terapie,trovano alloggio, gratuito a pochi passi dall’ospedale, prima e dopo il proprio ricovero ospedaliero.

Casa Emilia si trova a 1,4 km dall’ospedale, con alloggi dotati di cucina, bagno privato e da 2 a 5 posti letto. L’accoglienza gratuita rende effettivo il diritto alla cura per tanti pazienti che da soli non possono sostenere il costo di una lunga permanenza a Bologna, ma Casa Emilia è molto di più del supporto economico. Grazie alla presenza quotidiana dei volontari e alla vicinanza del personale ospedaliero, è una piccola comunità, una seconda famiglia capace di sconfiggere la solitudine alla quale, in una città lontana da casa propria, si rischierebbe altrimenti di essere condannati.

Grazie al progetto, che ha rafforzato la solidarietà della comunità locale, è stato possibile ampliare così l’accoglienza. In particolare i fondi resi disponibili dal programma di Intesa Sanpaolo hanno permesso di sostenere per un anno 5 appartamenti, arredati per poter essere dedicati in particolare a famiglie con gravidanze a rischio o figli con disabilità, il verde sul terrazzo e il supporto psicologico per tutte le famiglie ospiti della Casa.

Nei 5 appartamenti sostenuti dal progetto saranno accolte complessivamente, nel corso del 2024, 80 famiglie. Le attuali stime, in base agli ospiti già accolti, rivelano la presenza di tutte le diverse fasce d’età, con simile ripartizione tra maschi (46%) e femmine (54%) e, in percentuale identica (21%), sia giovani under 30 che anziani over 65. La provenienza regionale, si rileva in netta prevalenza dal Sud Italia e dalle Isole (89%). Questo rafforzamento, ha permesso di accogliere anche coppie con gravidanze a rischio per patologie del nascituro che necessitano di un trattamento chirurgico immediatamente dopo la nascita, ma anche famiglie con figli con sindromi genetiche che, determinando gravi disabilità, obbligano a controlli periodici e a ricoveri per episodi di aggravamento.

Per entrambe queste situazioni il Sant’Orsola è un punto di riferimento nazionale e non solo. Sono così numerose le famiglie seguite dal Policlinico bolognese, che ha a sua volta beneficiato del progetto: la possibilità di far ospitare un paziente in una struttura vicina e protetta aumenta infatti le dimissioni, generando un risparmio significativo e consentendo anche di soddisfare un maggiore numero di pazienti bisognosi di cure.

“Grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo – spiega il presidente di Fondazione Sant’Orsola, Giacomo Faldella – siamo riusciti non solo a mantenere il raddoppio degli appartamenti, saliti da 10 a 19, ma anche a dare una risposta al bisogno di accoglienza di famiglie con gravidanze a rischio o con figli con gravi disabilità. Casa Emilia diventa così, ancora di più, una comunità aperta, una seconda famiglia – come la definiscono tanti ospiti – per chi sta vivendo un momento delicato del proprio percorso di cura”.

“Siamo lieti e orgogliosi di sostenere questo progetto e l’attività della Fondazione Policlinico Sant’Orsola, che rappresenta un esempio dell’importanza della rete di solidarietà tra tutti gli attori del territorio per rispondere ai bisogni delle persone – ha sottolineato Vincenzo De Marino, Direttore Commerciale Retail Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo -. Per il nostro Gruppo è prioritario assumersi la responsabilità di essere un punto di riferimento anche in termini di sviluppo inclusivo e crescita solidale è un elemento portante, per confermare sempre di più la nostra vocazione di banca attenta alle istanze sociali e alle esigenze peculiari dei territori”.

“Quest’importante progetto ci permette di essere più incisivi, con proposte progettuali rispondenti ai bisogni territoriali su una serie di questioni che colpiscono il nostro Paese in ambito ESG. Il progetto “Casa Emilia – l’Accoglienza Raddoppia” è la dimostrazione che per dare una risposta rapida ed efficace alle problematiche sociali territoriali, il connubio tra i mondi non profit e profit può rappresentare una soluzione vincente in grado di portare soluzioni concrete in contesti sociali periferici complessi”, conclude Roberto Vignola, Vice Direttore generale di CESVI.

Guarda come cresco, festa d’inizio per il progetto che riparte con tante novità

Si è svolta stamattina la festa d’inizio del progetto Guarda come cresco che riprende a pieno ritmo le attività dopo la sospensione estiva. E’ stato un incontro bellissimo, a cui hanno partecipato tante famiglie con i bambini, le logopediste e gli amici di Fondazione Vita Bella, CEPS e GRD con cui fin dall’inizio realizziamo il progetto. Ma è stata anche l’occasione per presentare tre novità importanti che caratterizzeranno il progetto quest’anno.

La prima, era già chiara nella scelta del luogo dove svolgere la festa. Le sedute di logopedia si svolgeranno quest’anno nella sala comune di Casa Emilia, in via Emilia Levante 10, IV piano, che può contare anche su un ampio terrazzo. La sede precedente, presso il Policlinico, è diventata un cantiere e con l’occasione abbiamo voluto verificare l’intreccio possibile tra due progetti per noi così importanti, nella convinzione che la contaminazione di situazioni diverse possa essere una ricchezza per tutti.

Quest’anno, poi, il progetto estende la sua durata dal sesto anno di vita del bimbo o della bimba (come è stato finora) al settimo, per accompagnare la famiglia anche nell’ingresso a scuola. E questo sarà anche l’anno in cui partirà, il prossimo 15 ottobre, il progetto di ricerca biennale che abbiamo affidato all’Università di Bologna, con il coordinamento del professor Duccio Cordelli, per verificare l’utilità della logopedia precoce per i bambini con sindrome di Down. Uno stimolo importante per migliorare ancora e, nello stesso tempo, per indurre la sanità pubblica ad investire maggiormente su questa opportunità.

 

Appuntamento al 2 settembre 2025 per “La sera dei miracoli”

Riportiamo il messaggio spedito a tutti coloro che avevano aderito a “La sera dei miracoli”, rinviata per maltempo

 

Carissimi, carissime

rispondendo alla generosità della vostra partecipazione, abbiamo lavorato tutti insieme per realizzare nel miglior modo possibile la prima edizione de “La sera dei miracoli”.

Come nella vita, ci sono però cose che non dipendono  da noi e che non possiamo cambiare, per esempio le condizioni atmosferiche: anche per lunedì 23 le previsioni sono negative e, per non rischiare di sprecare risorse importanti o esporre a inutili disagi i 2.000 partecipanti, siamo costretti ad annullare la serata.

Nel farlo non possiamo non rivolgere le nostre attenzioni verso chi in queste ore ha subito danni ben più profondi, per le avversità del tempo in questo settembre così particolare.

Per quest’anno non potremo vivere insieme momenti densi di emozioni e significato, ma il miracolo che questa serata prometteva è comunque accaduto: il forte abbraccio della città, infatti, lo abbiamo sentito tutto!

Ci portiamo nel cuore la generosità degli sponsor, la vostra partecipazione così numerosa, la passione di chi ha lavorato all’evento, l’impegno dei 170 volontari… li tradurremo in forza per realizzare progetti utili e concreti per i pazienti del Sant’Orsola!

Già da lunedì saremo pronti a rimborsare chi eventualmente ne farà richiesta.

Chi desidera invece convertire la quota versata per la cena in una donazione, ci aiuterà a realizzare il nuovo Day hospital di Oncologia femminile, uno spazio pieno di luce e di verde, dove vivere al meglio il percorso di cura.

Grazie a tutti a prescindere da tutto! Grazie di cuore ad ognuno di voi.

Da oggi lavoreremo ad un nuovo appuntamento con “La sera dei miracoli” che abbiamo già calendarizzato per martedì 2 settembre 2025. Rimanete collegati con noi nei mesi che ci separano da quella data, per renderla ancora più viva e ricca di significato!

Un abbraccio particolarmente forte a chi ha subito gravi danni del maltempo e grazie di cuore a ognuno di voi per la vicinanza e la partecipazione. Vi aspettiamo qui, tra meno di un anno!

Gran Gala di via d’Azeglio, le donazioni dell’asta a favore del Day hospital di Oncologia femminile

Il 10 settembre si svolgerà il “Gran Galà di via d’Azeglio”, organizzato dal Consorzio dei commercianti di via d’Azeglio, all’Opificio Golinelli (via Paolo Nanni Costa, 14 – Bologna). Patrocinato dal Comune di Bologna e da Ascom, l’evento unisce arte, solidarietà e gastronomia per raccogliere fondi a favore di Fondazione Sant’Orsola e dell’associazione WeAreHomies.

La serata inizierà alle 19 con un aperitivo ad ingresso gratuito negli spazi esterni dell’Opificio, accompagnato da musica offerta da Kong, nota one-night bolognese. Parte dei proventi sarà devoluta alle due cause benefiche.

Alle 21, all’interno del Centro Arti e Scienze, avrà luogo la cena di Gala, curata dallo chef Matteo Poggi e dal Restaurant Manager Piero Pompili del ristorante Al Cambio di Bologna. Il menù proporrà specialità emiliane con la partecipazione di eccellenze locali come il forno Brisa, Paolo Atti & Figli, Filicori Zecchini e i dolci di Sebastiano Caridi.

Durante la cena si terrà un’asta benefica delle luminarie d’autore, battuta da Finarte e curata da Simona Gavioli. Il ricavato, detratte le spese, sarà donato a Fondazione Sant’Orsola per le luminarie “Imagine” di John Lennon (titolo disegnato dall’artista internazionale Jago) e quelle di Raffaella Carrà, con i titoli delle canzoni scritti da protagonisti della scena musicale come Bob Sinclair, Malika Aiane, Alexa e Nina Zilli.

“La donazione che il Comitato dei commercianti effettuerà – spiega il presidente della Fondazione Giacomo Faldella – andrà interamente a sostegno della realizzazione del nuovo Day hospital di Oncologia femminile, che accoglie ogni anno oltre 1.200 donne in cura al Sant’Orsola per un tumore ginecologico o al seno”. All’asta saranno battute anche  le opere della fotografa Nima Benati il cui ricavato, sempre detratte le spese, andrà all’associazione WeAreHomies.

La serata è patrocinata dal Comune di Bologna e Ascom ed organizzata dal Consorzio dei Commercianti di via d’Azeglio, con presidente Simone Dionisi; la direzione artistica delle luminarie è affidata a Tiziano Corbelli, mentre la mostra fotografica di Nima Benati è stata curata da Paolo Bruciaferri, direttore creativo dell’agenzia Cr3are di Bologna.  Il magazine online About Bologna sarà media partner dell’evento, documentandolo con video, foto e dirette social. La gestione delle prenotazioni alla cena e dell’accredito per l’evento “Kong” sarà a cura di TicketSms.

Per partecipare alla cena e all’asta è possibile prenotarsi online cliccando qui