martina pavin

Può nascere un fiore, la nuova campagna per realizzare il giardino della nostra casa

A Bologna, in via Tambroni, esiste una casa solidale di comunità: un luogo in cui accoglienza e ospitalità si intrecciano con relazioni, progetti di cura e partecipazione. Una casa dove, giorno dopo giorno, prende forma una comunità costruita attorno alla solidarietà e al tempo condiviso.

Pensata inizialmente per accogliere pazienti che arrivano da fuori regione per curarsi al Policlinico Sant’Orsola, oggi questa casa ospita anche progetti di benessere e inclusione. Tra questi il percorso di logopedia precoce “Guarda come cresco”, dedicato ai bambini con trisomia 21, il progetto di teatro Alzheimer che coinvolge pazienti e personale ospedaliero, e diverse iniziative aperte alla cittadinanza come il corso di meditazione tenuto in collaborazione con associazione “Tutto è vita” o l’iniziativa di reading di poesia “12 minuti” creata e realizzata da Valerio Grutt. In più questa è anche la casa dei volontari della Fondazione, che qui si incontrano, costruiscono relazioni e accompagnano le persone in momenti delicati della loro vita.

La casa è già piena di vita. Ma manca ancora un elemento essenziale: il giardino.

Uno spazio all’aperto capace di completare ciò che accade all’interno della casa: un luogo da abitare, dove fermarsi, respirare e ritrovare un po’ di serenità. Un giardino dove, insieme, possa davvero nascere un fiore dal nostro giardino.

L’obiettivo è trasformare il giardino della nostra casa in uno spazio verde vivo, condiviso e pensato per chiunque ne abbia bisogno. Un luogo dove crescere qualcosa, stare con qualcuno, respirare. Anche la ricerca ha da tempo mostrato che il contatto con la natura ha effetti positivi sul benessere integrale, in modo significativo soprattutto per le persone anziane, per chi è in percorso di cura e per i bambini in fase di sviluppo.

Per realizzarlo abbiamo avviato una campagna di crowdfunding su ideaginger.it intitolata Può nascere un fiore

Come sarà il nuovo giardino?

Il progetto, già definito dal punto di vista paesaggistico e botanico, prevede:

  • Aiuole di piante aromatiche – come salvia, rosmarino e lavanda – che daranno vita a un percorso sensoriale naturale. Uno spazio utile per i percorsi di logopedia precoce, ma anche per il benessere degli anziani e di tutte le persone che frequentano la casa.
  • Gruppi di arbusti fioriti, tra cui melograni, ortensie e prunus, scelti per garantire colore, fioriture e cambiamenti durante tutto l’anno.
  • Erbacee annuali e perenni, come girasoli, echinacea e malvone, per creare angoli vivi e accoglienti, capaci di stimolare l’osservazione e l’esperienza diretta.
  • Alberi e siepi che delimitano lo spazio, offrono ombra e contribuiscono a creare un senso di raccoglimento, intimità e protezione.
  • Un orto condiviso composto da 24 vasche esagonali, realizzate in continuità con il terreno (senza fondo), per favorire un rapporto diretto con la terra. Le vasche saranno rialzate, così da permettere anche a chi ha difficoltà a piegarsi o si muove in carrozzina di prendersene cura in autonomia.

 

Qui tutte le persone che abitano o frequentano la casa potranno contribuire alla sua cura quotidiana. Un luogo pensato per essere accessibile, inclusivo e accogliente, capace di crescere insieme a chi lo vive. Un giardino che si prende cura delle persone, mentre le persone si prendono cura di lui. Come per i bambini con trisomia 21 che frequentano il percorso di logopedia precoce: il giardino diventerà un ambiente sensoriale naturale, un luogo dove l’apprendimento e lo sviluppo avvengono anche attraverso il contatto con la natura, con i colori, con gli odori, con le stagioni. Le persone anziane che verranno accolte per rimanere nei pressi dell’ospedale per motivi di cura: per loro il giardino potrà essere uno spazio di condivisione, dove le mani ritrovano il saper fare e il gusto di fare insieme. I pazienti in percorso di cura che arrivano a Bologna da lontano: il giardino sarà un angolo familiare anche lontano dalla propria casa. I volontari che abitano questa casa e che, nel giardino, troveranno uno spazio condiviso da abitare insieme a tutti gli altri abitanti della casa.

Il primo traguardo è 3.500 euro, che ci permetteranno di sistemare gli spazi verdi della casa e trasformarli in un giardino accogliente e accessibile per tutte le persone che lo vivono ogni giorno. Ma il sogno è andare oltre: creare anche un orto, dove gli ospiti possano coltivare piante, ritrovare profumi familiari e partecipare ad attività di terapia occupazionale.

Come partecipare

Proprio come cantava Rino Gaetano: “può nascere un fiore dal nostro giardino che neanche l’inverno potrà gelare”. Un fiore che cresce, anche nei momenti più difficili, grazie alla cura condivisa, alle mani che lavorano insieme, al tempo donato.

Infatti, ogni contributo ci avvicina a trasformare questo spazio in un luogo abitato e vivo, capace di accogliere e sostenere chi abita la nostra casa di accoglienza e di comunità in un momento importante della propria vita. Ogni vasca coltivata, ogni pianta messa a dimora, ogni angolo verde sarà un gesto concreto di vicinanza per bambini, anziani, pazienti e volontari. Ogni fiore racconterà un impegno collettivo che prende forma e diventa cambiamento reale.

Insieme possiamo far nascere questo giardino, parte integrante della nostra casa: un luogo accessibile, condiviso, pensato per durare nel tempo. Uno spazio dove la natura diventa parte della cura e dove nessuno è lasciato solo.

Unisciti a noi e aiutaci a far fiorire questo giardino.

 

LA GIOIA DI NON ESSERE SOLI: UN SMS PER ACCOGLIERE CHI SI CURA LONTANO DA CASA

Dal 26 ottobre al 9 novembre 2025, con un semplice SMS al 45597, ognuno può scegliere di sostenere Casa Emilia e le famiglie che arrivano da fuori regione per curarsi al Policlinico di Bologna.

Ogni anno, quasi un paziente su sei del Sant’Orsola proviene da fuori Emilia-Romagna. Per molti, il percorso di cura dura mesi, e trovare un posto dove stare diventa una preoccupazione in più, proprio quando servirebbero solo forza e serenità.

Per loro, nel 2021 è nata Casa Emilia: un luogo che accoglie gratuitamente oltre 420 famiglie l’anno, offrendo non solo un tetto, ma una vera casa lontano da casa. Qui vengono ospitati pazienti oncologici, trapiantati, coppie con gravidanze a rischio e genitori di bambini con gravi disabilità.

Ma oggi le richieste sono quasi il doppio dei posti disponibili.
Per questo la Fondazione Sant’Orsola lancia la campagna “La gioia di non essere soli”: un invito a donare, per garantire accoglienza e dignità a chi affronta la malattia lontano dai propri affetti.

Un aiuto che diventa comunità

I 19 appartamenti di Casa Emilia — dai monolocali ai trilocali — sono pensati perché ogni famiglia possa vivere momenti di intimità, ma anche condividere esperienze e speranze con chi sta vivendo lo stesso percorso. Le sale comuni, il terrazzo con l’orto e la presenza quotidiana dei volontari trasformano la struttura in una piccola comunità, dove la solidarietà è il primo passo verso la guarigione.

Dal 2021 ad oggi, Casa Emilia ha accolto famiglie provenienti da 19 regioni italiane, in cura in 59 reparti del Sant’Orsola. E nel 2025 ha aperto le sue porte anche ad alcune famiglie provenienti da Gaza, giunte a Bologna attraverso i corridoi sanitari, trovando qui non solo un alloggio, ma una comunità che le accompagna passo dopo passo, dentro e fuori dall’ospedale.

Dona la gioia di non essere soli

Sostenere Casa Emilia significa contribuire a mantenere tutti i servizi essenziali: reception 24 ore su 24, pulizie, cambio biancheria, utenze e supporto psicologico gratuito per i pazienti e i familiari.

Con la tua donazione al 45597, possiamo donare insieme accoglienza a sempre più famiglie, perché nessuno debba affrontare la malattia da solo.

“Guarda come vado a scuola”: abbiamo raggiunto l’obiettivo, insieme

Dal 9 giugno al 4 agosto, la campagna di crowdfunding “Guarda come vado a scuola” ha raccolto 11.830 euro grazie al contributo di 67 donatori.

L’obiettivo era garantire un anno di sedute di logopedia per sei bambini con Trisomia 21, nel delicato passaggio alla scuola primaria. Un percorso pensato per rafforzare le competenze comunicative, sostenere l’inclusione scolastica e aiutare ogni bambino e famiglia ad affrontare questo momento con maggiore serenità.

Il costo complessivo del progetto era di 10.800 euro. Una parte importante – 3.000 euro – è stata donata da BCC Felsinea, che ha scelto di affiancare l’iniziativa fin da subito. I restanti 8.830 euro sono arrivati grazie al sostegno di tante persone che hanno deciso di partecipare.

Con questi fondi sarà possibile sostenere il costo di 45 sedute di logopedia, una alla settimana per ciascuno dei sei bambini che quest’anno accedono all’anno in più di logopedia che abbiamo voluto garantire attraverso il progetto Guarda come cresco per favorire un maggiore supporto in questa fase della crescita.

Infatti “Guarda come vado a scuola” è parte di un percorso più ampio che, fin dai primi mesi di vita, offre ai bambini con Trisomia 21 un supporto logopedico continuativo e personalizzato.

Grazie a questa campagna, il percorso non si interrompe proprio nel momento in cui inizia una nuova avventura: la scuola.
Chi ha scelto di esserci ha reso possibile tutto questo. Grazie.

GUARDA COME VADO A SCUOLA: UN ANNO IN PIÙ DI LOGOPEDIA PER I BAMBINI CON TRISOMIA 21

Pietro, Romeo, Anna, Giada, Sofia e Ilyass presto vivranno un momento speciale: il loro primo giorno di scuola elementare. Sei bambini che in questi anni abbiamo accompagnato con il progetto “Guarda come cresco”, offrendo loro logopedia precoce per aiutarli nella loro crescita fin da piccolissimi e ora vogliamo compiere insieme a loro un passo in più.

Il progetto ha già sostenuto 60 bambini nei primi anni di vita, ma sappiamo che il bisogno di un supporto personalizzato continua anche oltre i sei anni, soprattutto in un momento come la preparazione alla scuola elementare o il primo anno di questa nuova avventura. Il linguaggio non è solo uno strumento per imparare, ma anche per esprimersi, farsi capire, fare amicizia. Per questo abbiamo deciso di prolungare il percorso logopedico di un altro anno per i bimbi e bimbe di “Guarda come cresco”, a partire dal loro sei.

Un nuovo crowdfunding per un anno in più di parole e possibilità

Per garantire loro 45 settimane con una seduta settimanale ciascuno, abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding dal titolo “Guarda come vado a scuola”. L’obiettivo è garantire ai bimbi che quest’anno si stanno avvicinando alla scuola elementare e alle loro famiglie tutto il supporto necessario per avere gli strumenti necessari per affrontare questa nuova tappa della crescita.

Per garantire a questi sei bambini un anno in più di logopedia, servono:

  • 45 settimane di sedute
  • 1 seduta a settimana per ciascun bambino
  • Costo per seduta: 40 €

Il totale necessario è dunque di 10.800 euro e il nostro obiettivo è raccogliere 7.800 € tramite le donazioni di chi crederà in questo progetto, arrivate a questa cifra, circa il 70%, i restanti 3.000 € saranno coperti grazie a BCC Felsinea, che ha scelto di essere parte di questo progetto.

Ogni donazione contribuirà a costruire un primo anno di scuola più sereno, ricco di parole nuove, amicizie e fiducia.

Un progetto che cresce con loro

Nato nel 2020 con 5 bambini, “Guarda come cresco” oggi coinvolge 36 piccoli partecipanti attivi e ha accompagnato altri 24 fino alla conclusione del percorso. Grazie alla professionalità delle nostre logopediste e alla loro capacità di adattarsi anche alle sfide della pandemia, il progetto si è evoluto fino a includere anche la logopedia online, per raggiungere le famiglie più lontane o impossibilitate a spostarsi.

Abbiamo affidato all’Università di Bologna una ricerca biennale per valutare i risultati del progetto e migliorarne l’efficacia. È un patrimonio prezioso che vogliamo consolidare e far crescere, con il sostegno di tutti.

Con la tua donazione, possiamo accompagnare sei bambini in questo nuovo capitolo della loro crescita.
Guarda come vado a scuola è un’opportunità per costruire, insieme, un futuro fatto di parole, relazioni e nuove possibilità.

Dona ora e scopri di più qui: GUARDA COME VADO A SCUOLA

TI REGALO UN GIARDINO, AL VIA IL CROWDFUNDING PER UN DAY HOSPITAL IMMERSO NEL VERDE

“Ti regalo un giardino” è il titolo della nuova campagna di Fondazione Sant’Orsola per realizzare tanti giardini nei balconi del nuovo Day Hospital di Oncologia femminile dell’ospedale Sant’Orsola. L’importante ristrutturazione del nuovo reparto è arrivata ai suoi ultimi importanti passi e abbiamo scelto di fare un passo in più.

Attraverso la campagna di crowdfunding lanciata su Idea Ginger vogliamo realizzare 6 balconi per consegnare alle pazienti fin dall’apertura le stanze delle terapie completate. Raggiunto questo traguardo proseguiremo per trasformare in giardini anche gli altri 6 balconi, quelli degli ambulatori.

Conosciamo molto bene – racconta Francesca Giglio, psicologa e psicoterapeuta presso l’Oncologia Medica Zamagni – quelli che sono i benefici fisici ed emotivi derivanti dal contatto con la natura. Per chi sta attraversando un percorso oncologico è importante che viva questo percorso in un ambiente che sia di cura non solo farmacologica ma anche emotiva“.

Ogni balcone avrà 8 grandi fioriere, realizzate su misura per essere visibili anche dalle pazienti che dovranno rimanere a letto durante le terapie. Ed ogni balcone avrà decine di arbusti, erbe officinali, piante e fiori, che cambieranno seguendo il ciclo delle stagioni e daranno a questi giardini un volto sempre nuovo. Un impianto di irrigazione permetterà la manutenzione e la cura continua di questi giardini.

Queste oasi di verde possono alleviare il peso della giornata e come gli studi ci confermano il verde nei luoghi di cura può migliorare l’efficacia delle terapie e la qualità del recupero. Durante la cura, un giardino è una testimonianza di attenzione e sensibilità. Giardini per costruire un luogo che si prenda cura del benessere delle pazienti dove la bellezza della natura possa offrire conforto durante il percorso. Un abbraccio visibile che porta con sé il messaggio più importante: non sei sola.

Unisciti anche tu a questo progetto, puoi farlo:

  • partecipando entro il 14 maggio 2025 al crowdfunding “Ti regalo un giardino” sulla piattaforma Ideaginger QUI
  • donando direttamente DAL NOSTRO SITO selezionando il progetto “Day Hospital di Oncologia femminile”
  • correndo insieme a noi alla Tigotà Spring Run di domenica 13 aprile

Obiettivo raggiunto: arrivano al Sant’Orsola i caschi contro la caduta dei capelli durante la chemioterapia

La raccolta fondi per il progetto Di Testa Mia si è ufficialmente conclusa con il raggiungimento della cifra di 92.110 euro!  Dopo il primo, è stato possibile così acquistare anche il secondo dispositivo ognuno dei quali mette a disposizione due caschi contro la caduta dei capelli per le donne che affrontano la chemioterapia per un tumore femminile.

Un risultato raggiunto grazie alla generosità di 336 cittadini e 17 imprese e fondazioni che hanno unito le forze per realizzare il progetto. Un contributo fondamentale è arrivato dalla Fondazione Marchesini ACT, che con la donazione di uno dei due caschetti del primo macchianrio ha permesso di chiudere in anticipo la campagna di crowdfunding lanciata lo scorso ottobre. A questa grande dimostrazione di solidarietà si sono aggiunti i preziosi contributi di Meliconi, Barex Italiana SRL, Betty Blue (marchio Elisabetta Franchi) e Coswell. Una generosità che ha coinvolto anche la ditta Praesidia SRL, che ha scelto di donare un ulteriore macchinario in comodato d’uso, portando a tre i dispositivi, ognuno dei quali dotato di due caschi.

Grazie a questa straordinaria mobilitazione, oltre 1.200 donne che ogni anno si recano al Policlinico di Sant’Orsola per una diagnosi di  tumore al seno o ginecologico, potranno avere accesso a questa tecnologia, aiutandole a preservare i capelli durante la terapia e affrontare il percorso di cura con maggiore serenità.

I caschetti refrigeranti riducono l’effetto del chemioterapico sui follicoli piliferi, offrendo un supporto importante a chi affronta la malattia, permettendo alle pazienti di vivere il percorso di cura con maggiore consapevolezza e serenità. I caschi saranno operativi non appena sarà inaugurato il nuovo Day Hospital di Oncologia femminile.

 

Sette compagni di viaggio, le storie che ci accompagneranno nel 2025

Un nuovo anno è iniziato. Ormai da qualche giorno abbiamo fatto i primi passi in questo 2025 e ne approfittiamo per riflettere sul senso profondo dei progetti che realizziamo insieme.

La nostra missione è chiara: essere al fianco di pazienti e familiari che affrontano un percorso di cura al Policlinico. La vita, in tutte le sue fasi, e ancora di più in quelle segnate dalla malattia, merita di essere vissuta al meglio, con dignità, vicinanza, cura e amore. Affrontare un percorso di cura fa emergere le nostre fragilità, ma anche quella forza nascosta che spesso dimentichiamo di avere. È un’esperienza che ci richiama alla nostra umanità, rivelando quanto siano preziosi i legami che ci circondano.

Ed è qui che ci siamo fermati a riflettere su due parole chiave: umanità e comunità.

Umanità perché significa moltitudine, ma anche unicità; fragilità, ma anche forza. È qualcosa che nasce dentro e si manifesta come una carezza calda che raggiunge i cuori di chi ha bisogno di conforto. Umanità significa riconoscersi nell’altro, sperare per ognuno di noi in una vita piena e significativa. È scegliere di non lasciare solo chi deve affrontare le difficoltà e trovare la bellezza anche nei momenti di grande sofferenza. È guardare con il cuore, perché solo quando piove e splende il sole insieme possono accadere meraviglie, come un arcobaleno.

Comunità è ciò che rende tutto questo possibile. Essere comunità significa sentirsi parte di qualcosa di più grande, condividere emozioni e speranze. È costruire insieme un tessuto fatto di relazioni autentiche, in cui ognuno può dare e ricevere. Comunità significa essere presenti, sostenersi a vicenda e sapere che nessuno è solo. È il luogo in cui l’amore per l’altro si concretizza, diventando un abbraccio capace di trasformare la sofferenza in speranza e la fragilità in forza. Perché quando siamo insieme, siamo come stelle di una stessa galassia: ognuna brilla della propria luce, ma unite creiamo costellazioni che guidano e danno senso all’universo che abitiamo.

Per rappresentare tutto questo abbiamo scelto 7 compagni di viaggio che portiamo con noi nel 2025, che ci hanno ispirato e che rappresentano per noi degli esempi di umanità e cura, quella che ogni giorno costruisce comunità.

 

MARYANA

Ci chiama il reparto: “una mamma ha bisogno di voi”. In Pediatria incontriamo per la prima volta Maryana e suo figlio Tymofili di 10 mesi con una rara malattia mitocondriale. Maryana ha bisogno di uscire per fare piccole commissioni, una doccia, forse per prendere una boccata d’aria ma non vuole che suo figlio rimanga solo. “Puoi andare, con Tymofili restiamo noi” – Lei sorride, dà un bacio a suo figlio e esce.

La mamma torna, è raggiante. “Prossima volta?” – “Certo”. Il tempo passa, le giornate cambiano velocemente ma continuiamo a tornare. Un giorno le chiediamo: “Possiamo far venire da Tymofili la musica?” – Le sue labbra si tendono fino a diventare un sorriso. Gli occhi si aprono. “Sì!Iniziano così degli incontri per lei e Tymofili con i musicoterapeuti. 40 minuti a settimana suddivisi su due giorni.

Passeremo insieme 3 mesi, festeggeremo insieme anche il primo compleanno di Tymofili. In questo tempo impariamo a volerci bene. “Vi porteremo sempre nel nostro cuore” è la frase che le abbiamo scritto in Ucraino nel bigliettino del regalo che le abbiamo fatto. Una piccola statuetta che raffigura una mamma con le ali, una mamma che ha dei super poteri proprio come quelli di Maryana. Una mamma che solleva suo figlio per le braccia. Lo sostiene, e per saperlo fare, occorre saper volare.

 

 

SARAH

Poche parole ma che sono arrivate dritte al cuore: “non posso farlo per me stessa, ma posso e voglio farlo per le altre”. Sarah ha occhi scuri, pieni di luce. Una giovane donna piena di energia, che ha scelto di fare della sua storia un progetto che possa fare la differenza nella vita di altre donne. Sì, perché Sarah ha 36 anni e un tumore metastatico al seno e la sua storia è un intreccio di amicizia, amore, talenti e vicinanza.

Sarah scopre all’età di 31 anni di avere un nodulo al seno: “sono giovane per un tumore al seno” e da qui le visite, la diagnosi, il percorso di cura per convivere con la malattia. In queste situazioni ci si pone molte domande: perché a me? Avrei potuto prevenirlo? Ma Sarah si fa un’altra domanda: “cosa posso fare per evitare che succeda a qualcun’altra?

Da qui prende vita un progetto, il suo e di tutte le persone che hanno scelto di esserci. Si chiama: “Per quel tocco in più”, un tratto di matita che si è trasformato in un cortometraggio sulla sua storia e delle persone incontrate in questo viaggio. Un grido della voglia di vivere, una voce da ascoltare e che ci dice “pensateci, prevenite”. “Per quel tocco in più” è l’inizio di un viaggio che abbiamo scelto di fare mano nella mano con Sarah e che continueremo insieme per aumentare la consapevolezza perché più si fa prevenzione, più si possono avere diagnosi precoci, più si può guarire e cambiare il finale.

Grazie a Sarah per averci toccato il cuore perché l’amore ha un solo perché: perché sì. A Sarah e ai suoi sì.

 

 

GIOVANNA

In sede sono arrivati i volontari per impacchettare i libri da portare in reparto e ognuno di loro deve scegliere da un grande sacchetto un libro letto o consigliato da Giovanna, la nostra Giò, per portarlo in reparto nella libreria che le abbiamo dedicato.

Giovanna: sagace, divertente, generosa, con gli occhiali sulla punta del naso per leggere meglio. Giovanna ha la grande capacità di sciogliere i cuori così che cadere dentro un abbraccio sia più semplice. Giovanna non c’è più ma c’è sempre.

Ci commuove pensare a tutte le energie e l’amore che ha dedicato ad alcuni progetti e che ne abbia anche potuto beneficiare durante il suo ricovero. Ci commuove sapere che una paziente del Day Hospital, che lei accompagnava in veste di volontaria, un giorno non vedendola più ha chiesto di lei e ha scoperto, soffrendone, che era diventata lei stessa paziente oncologica e della sua scomparsa. Ci commuove sapere che, anche nella difficoltà e fragilità, è rimasta la donna che conosciamo, aperta alla vita e che era fiera della Fondazione, di noi tutte e tutti insieme, di questa comunità che rende possibile una cura più umana. Ci commuove il segno che ha lasciato in reparto, le letture a lei dedicate che raccontano di lei anche a chi non l’ha conosciuta.

È stata davvero capace di consegnare una goccia di splendore. Siamo grati di averla incontrata e amata. Giò è una persona speciale e porteremo con noi tutto quello che ci ha insegnato.

 

 

MARA

Il cuore non funziona bene”, è quello di Mara, “non possiamo fare altro che aspettarne uno nuovo”. Le condizioni si aggravano, Mara deve ricoverarsi. È già da tempo che ci conosciamo, da quando l’abbiamo accolta la prima volta a Casa Emilia un paio d’anni prima e ci siamo rivisti ogni volta che lasciava le sue Marche per venire qui a fare le visite.

In questi anni è sempre stata al nostro fianco. Ha sempre portato nel cuore Casa Emilia e ha sempre pensato di sostenerla anche da lontano con i suoi burraco, anche quando mentre era su un letto di ospedale suo padre è venuto a mancare, ha scelto di ricordarlo con una donazione in memoria.

Casa Emilia è diventata casa sua e le ha restituito l’affetto quando lei ne ha avuto più bisogno, ogni giorno i volontari sono andati a trovarla, quando ricoverata, non sapeva se sarebbe sopravvissuta, quando non sapeva se quel cuore sarebbe mai arrivato. Un percorso lungo che da agosto dell’anno scorso non le ha più fatto vedere il cielo sopra la sua testa, un percorso dove camici e cuffiette per la terapia intensiva diventano l’abito dell’incontro, dello stare insieme ma anche dell’incertezza: “ci vedremo domani?”.

E poi il trapianto inaspettato come fosse destino che Mara continuasse a vivere e lottare. Un cuore nuovo, un gesto d’amore di uno sconosciuto, un gesto d’amore per la vita. Quel cuore nuovo con una carezza inizia a battere in un nuovo petto. Mara Sofia, questo il nuovo nome che ha scelto per onorare la chirurga che l’ha operata. Mara Sofia è come un’araba fenice che rinasce dalle proprie ceneri più forte di prima, un esempio per tutti noi di rinascita e di resilienza.

 

 

GIOVANNI

Quando torno a Bologna, se c’è bisogno ci sono” così Giovanni ci saluta prima di mettere giù la videochiamata “ci sentiamo presto”. Giovanni ci chiama per condividerci la gioia di farci vedere il suo mare e come crescono le piantine della Lella, anche adesso che lei non c’è più. Perché oltre alle piantine non è il dolore che coltiva, ma l’amore.

In ogni chiamata il telefono rimbalza di mano in mano per farci un saluto e scambiarci due parole, alle volte gli facciamo vedere che qui il tempo non è bello come lì e ci facciamo abbagliare un po’ dal sole caldo della sua Puglia, quasi come se fosse possibile sentirlo sulla pelle. Chiacchiere semplici quelle che si fanno con a chi si vuole bene.

Giovanni, cappellino sempre in testa e baffi curati, è quel tipo di persona, quella che ti porta sempre nel cuore. Quando torna a Bologna per andar a trovare la figlia, pensa subito a come essere d’aiuto mentre è qui, potrebbe dedicarsi a tutto ad altro ma lui sceglie di mettersi a disposizione degli altri, senza mai dimenticarsi di portare un piccolo dono per noi come la cioccolata “quella buona” che viene dalla Svizzera o le verdure che crescono nel suo orto.

Durante una delle mattine libere prima che riparta, passa in sede, ci prendiamo un caffè, indossa la sua pettorina da volontario della Fondazione e va a fare accoglienza. Perché lui è così, dove va semina un po’ di bellezza. Grazie Giovanni.

 

 

SERENA

Serena e la sua famiglia stanno per festeggiare un momento felice, un’occasione speciale che sceglie di celebrare con una donazione del cuore: “il vostro progetto è doppiamente significativo per me” è quello che ci dice subito.

Serena è un ingegnere biomedico, ha scelto di dedicare una donazione a Battiti, condivide con noi la consapevolezza della potenzialità della telemedicina e di quanto sia importante per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Ma Serena ci racconta anche altro: “questa donazione è per il battesimo di mio figlio Federico che ora ha due anni, abbiamo dovuto aspettare un po’ “. Sì, perché Federico ha un fratello di due anni più grande, Edoardo che è nato con un difetto cardiaco congenito e che l’anno precedente ha dovuto affrontare un intervento per correggerlo.

Edoardo ora sta bene” capelli biondi, occhi azzurri, sorride insieme al fratellino più piccolo mentre giocano. Ora è il momento di festeggiare! Prepariamo delle pergamene da poter condividere con gli invitati al battesimo di Federico: “voglio che anche gli altri conoscano quello che fate”.

Serena e la sua famiglia hanno scelto una donazione del cuore, hanno scelto di potarci con loro in un momento importante delle loro vite, hanno scelto di non dimenticarsi di chi vive un percorso di cura. Serena ha rappresentato per noi l’insieme di cuore di mamma, del calore di una famiglia, di passione e professionalità, di sensibilità e altruismo. Siamo grati di essere stati al fianco di Federico durante questo momento unico, felice e così generoso.

 

 

CHIARA

Posso fare qualcosa in più?”dice un’email che ci è arrivata. La scrive Chiara, donatrice della Fondazione fin dal 2020. Da tre anni ha scelto di sostenere in modo continuativo Casa Emilia e vuole aumentare un po’ la sua donazione per aiutare ancora un po’ di più. Chiara è una delle preziose persone che con il loro supporto sono al nostro fianco per costruire insieme un percorso di cura diverso, che non lasci indietro nessuno in quei momenti della vita dove il peso delle cose diventa difficile da portare da soli.

Quando ci sentiamo per la prima volta sappiamo poche cose di lei, è nata a Bologna e vive a Bruxelles ma più importante, è una giovane donna generosa e sensibile che crede nell’importanza dei progetti che realizziamo insieme. Stiamo verificando insieme che la donazione stia continuando regolarmente e non ci siano stati problemi, tutto in ordine ma iniziamo a conoscerci un po’ meglio. Ci risentiremo presto per aggiornamenti, ci diamo un nuovo appuntamento per farle sapere le novità sul progetto.

Una nuova email: “Buon anno nuovo!”, che bello che inizia ancora insieme. Noi con Chiara non ci siamo mai visti, non sappiamo che colore hanno i nostri occhi, le nostre mani non si sono mai toccate. Eppure si instaura tra noi un legame dalle sfumature un po’ retrò, quasi un’amicizia epistolare. Le raccontiamo cosa succede qui, come cresce il progetto di Casa Emilia, le raccontiamo le storie di chi vive qui in questa casa che anche grazie a lei tiene le sue porte aperte.

La famiglia di Chiara si è allargata e forse non riusciremo a vederci quest’anno ma sicuramente ci sentiremo. Aspettiamo quando riusciremo ad incontrarci di persona, a farle visitare Casa Emilia e poter passare insieme un po’ di tempo. Sarà emozionante!

Un voto per crescere insieme in Guarda come cresco

Da dicembre 2024 a gennaio 2025, “Guarda come cresco” partecipa all’iniziativa di UniCredit “1 voto, 200.000 aiuti concreti”. Questa campagna permette di trasformare voti e donazioni in sostegno concreto. Infatti, potremmo aggiudicarci fino a un massimo di 5.000 euro che ci permetteranno di garantire ben 125 sedute di logopedia. Ogni voto e ogni donazione ci avvicinano al nostro obiettivo!

Per partecipare:

  1. Visita la pagina Guarda come cresco su ilmiodono.it.
  2. Vota il progetto e, se possibile, fai una donazione: ogni contributo amplifica il valore del tuo voto.

Perché è importante

Aiutare i bambini con Trisomia 21 a parlare significa aprire le porte alla scuola, alle amicizie, a una vita piena di opportunità. “Guarda come cresco” è molto più di un percorso terapeutico: è un atto di amore e speranza, un investimento nel futuro.

Con il tuo aiuto possiamo ampliare questo progetto e offrirlo a tanti altri bambini che ne hanno bisogno. Insieme, possiamo fare la differenza.

Vota e dona oggi stesso!

 

Sul progetto: imparare a parlare, crescere, vivere meglio

Per un bambino nato con la Trisomia 21, imparare a parlare o anche solo a deglutire non è semplice. Le difficoltà motorie e cognitive associate alla sindrome spesso richiedono un aiuto specifico e costante.

È qui che entra in gioco “Guarda come cresco”, il percorso ideato dalla Fondazione Sant’Orsola in collaborazione con la Fondazione Vita Bella e le associazioni CEPS e GRD.

Il progetto garantisce un’ora di logopedia a settimana per ogni bambino, coinvolgendo anche i genitori nel percorso terapeutico. Oltre alle sedute, “Guarda come cresco” offre momenti di formazione e sostegno per le famiglie, affinando strumenti utili per affrontare le sfide quotidiane.

Dal 2020, anno di avvio, il progetto è cresciuto: è partito con 14 bambini, continuando anche durante il lockdown con sedute online, e oggi supporta ben 43 piccoli partecipanti. Ogni seduta è un passo verso una vita più autonoma e integrata per i nostri bambini.

Nel 2024 abbiamo avviato una collaborazione con l’Università di Bologna per studiare l’impatto del progetto. L’obiettivo è ambizioso: dimostrare che percorsi come questo possono diventare un diritto garantito dalla sanità pubblica.

OPEN WEEK 2024, APRONO LE PORTE DI FONDAZIONE SANT’ORSOLA

Una settimana di incontri, eventi e workshop per scoprire i progetti realizzati grazie alla vostra generosità

Le porte di Fondazione Sant’Orsola si aprono anche quest’anno per tutti gli amici che sostengono, vivono o vogliono conoscere più da vicino i progetti che realizziamo insieme.

Una settimana di incontri, eventi e workshop per entrare nel cuore delle attività della Fondazione e toccare con mano i luoghi e l’impegno delle persone che giorno dopo giorno lavorano per sostenere chi vive un percorso di cura.

Scopri il programma e prenota il tuo posto:

 

Lunedì 23 settembre

  • 07.30-10.00 Un giorno da volontario L’acqua e le rose (primo turno): seguirai i nostri volontari in un turno presso il nostro centro per il benessere dei pazienti “L’acqua e le rose” – 1 posto disponibile
  • 09.30-12.00 – Un giorno da volontario L’acqua e le rose (secondo turno): seguirai i nostri volontari in un turno presso il nostro centro per il benessere dei pazienti “L’acqua e le rose” – 1 posto disponibile
  • 15.00-16.00 Visita guidata cantiere nuovo Day hospital di Oncologia femminile: Insieme visiteremo il cantiere del Day Hospital di Oncologia femminile che diventerà la nuova casa delle cure contro tumori al seno e ginecologici – 10 posti disponibili
  • 16.30-17.30 – Visita guidata L’acqua e le rose: Insieme visiteremo il nostro centro per il benessere dei pazienti “L’acqua e le rose” – 8 posti disponibili
  • 18.00-19.30 – Evento proiezione corto “Per quel tocco in più”: Proiezione del cortometraggio animato “Per quel tocco in più” ideato da Sarah Murru e promosso da Namo Aps con approfondimento insieme ai professionisti di Oncologia femminile sulla tematica del tumore al seno – ingresso libero 45 posti disponibili


Martedì 24 settembre:

  • 07.30-10.00 Un giorno da volontario L’acqua e le rose (primo turno): seguirai i nostri volontari in un turno presso il nostro centro per il benessere dei pazienti “L’acqua e le rose” – 1 posto disponibile
  • 09.30-12.00 – Un giorno da volontario L’acqua e le rose  (secondo turno): seguirai i nostri volontari in un turno presso il nostro centro per il benessere dei pazienti “L’acqua e le rose” – 1 posto disponibile
  • 09.30-12.00 – Un giorno da volontario Siamo qui per te: seguirai i nostri volontari in un turno presso i padiglioni più grandi per accogliere, accompagnare e aiutare chi entra in ospedale –  2 posti disponibili
  • 10.30-12.00 – Progetti aperti InCantoprova aperta di InCanto, il laboratorio creato per le mamme e i propri bimbi dagli 0 ai 6 mesi per sperimentare come utilizzare la voce e il canto per migliorare la relazione – 4 posti disponibili
  • 14.00-15.00 “La forza del dono: sensibilizzare e attivarsi per la propria causa del cuore”: incontro insieme allo staff di Fondazione Sant’Orsola per scoprire le tante possibilità per attivarsi e sensibilizzare la propria rete a sostenere il progetto della Fondazione che più ti sta a cuore – 10 posti disponibili
  • 15.00-17.00  Progetti aperti Musicoterapia: Suona insieme ai bambini del reparto di neuropsichiatria infantile e ai musicoterapeuti alla scoperta della cura attraverso la musica – 3 posti disponibili
  • 17.00-18.00 – Evento “Un tempo che cura, storie di volontariato”: Appuntamento insieme ai volontari di Fondazione Sant’Orsola per conoscere i servizi di volontariato dalla voce di chi li vive in prima persona – 10 posti disponibili
  • 18.00-19.00 Workshop “Costruire comunità: alleanze e reti tra associazioni”: Workshop insieme al centro studi AICCON dedicato a rappresentanti di associazioni che operano all’interno dell’ospedale Sant’Orsola e a supporto di pazienti e familiari INCONTRO RIMANDATO A MARTEDì 1 OTTOBRE.
  • 18.30-20.00 – Evento La buona cucina Casa Emilia: Appuntamento in collaborazione con Alce Nero a Casa Emilia per aver cura della nostra salute anche a tavola. Insieme andremo a scuola dallo chef Simone Salvini e dalla specialista in scienza dell’alimentazione Renata Alleva – 5 posti disponibili

 

Mercoledì 25 settembre

 

Giovedì 26 settembre

 

Venerdì 27 settembre

 

Sabato 28 settembre

  • 07.30-10.00 Un giorno da volontario L’acqua e le rose  (primo turno): seguirai i nostri volontari in un turno presso il nostro centro per il benessere dei pazienti “L’acqua e le rose” – 1 posto disponibile
  • 09.30-12.00 – Un giorno da volontario L’acqua e le rose (secondo turno): seguirai i nostri volontari in un turno presso il nostro centro per il benessere dei pazienti “L’acqua e le rose” – 1 posto disponibile
  • 09.00-10.00 Visita guidata cantiere nuovo Day hospital di Oncologia femminile: insieme visiteremo il cantiere del Day Hospital di Oncologia femminile che diventerà la nuova casa delle cure contro tumori al seno e ginecologici – 10 posti disponibili
  • 10.00-11.00 – Progetti aperti Guarda come cresco: Aprono le porte di Guarda come cresco, scopriremo cos’è la logopedia precoce, come prende forma nelle diverse fasi della crescita, come è strutturata una sessione e potrai ascoltare direttamente dalle famiglie la loro esperienza – 10 posti disponibili
  • 11.00-13.00 – Un giorno da volontario Provo a dirlo con un libro: Seguirai i volontari della Fondazione in un turno di Provo a dirlo con libro per essere a fianco di chi è curato attraverso un libro – 2 posti disponibili
  • 11.15-12.15 – Evento “Note di cura, musicoterapia vocale di gruppo”: appuntamento nel bellissimo chiostro di via Albertoni per cimentarci insieme in alcuni esercizi vocali di gruppo utilizzati nel nostro progetto di Musicoterapia per l’Alzheimer durante l’anno di attività – 20 posti disponibili
  • 14.00-15.00  A tu per tu – Incontro con i professionisti “Parlami ancora”: incontro insieme alla psicoterapeuta Francesca Pulina per scoprire il progetto “Parlami ancora” attraverso il quale offriamo accompagnamento psicologico a famiglie con figli con disabilità intellettive – online e 10 posti disponibili in presenza
  • 15.00-16.00 A tu per tu – Incontro con i professionisti “Il fattore umano nel percorso di cura”: incontro insieme ai professionisti che operano quotidianamente a contatto con pazienti e familiari in diversi contesti del Policlinico per confrontarci sulla necessità di un “approccio integrato” all’esperienza della malattia e della cura – 8 posti disponibili
  • 16.30-17.30 – A tu per tu – Incontro con i professionisti “Battiti”: Incontro insieme ai medici del reparto di cardiologia dell’ospedale Sant’Orsola per scoprire il percorso dei pazienti dalla sala operatoria fino all’assistenza a casa grazie al supporto della telemedicina del nostro progetto “Battiti” – 10 posti disponibili
  • 17.30-19.30 Un giorno da volontario Casa Emilia: seguirai i volontari della Fondazione in un turno presso “Casa Emilia”, la nostra casa d’accoglienza per chi arriva a Bologna per curarsi al Sant’Orsola – 2 posti disponibili

 

Puoi scegliere a quale attività partecipare compilando il modulo qui

ISCRIVITI!

 

I posti disponibili sono limitati, invieremo la conferma e i dettagli per partecipare alle attività via mail. Qualora non ci fossero più posti disponibili verrai inserito in lista d’attesa e ti comunicheremo se si libereranno dei posti.

Alcune attività potranno subire modifiche di orario.

Per scoprire i progetti vai su www.fondazionesantorsola.it

CASA, CHI CERCA DONA

UN’INIZIATIVA A SOSTEGNO DI CASA EMILIA PER L’ACCOGLIENZA DI PAZIENTI E FAMILIARI

Fondazione Sant’Orsola e Alessio Rossi, agente immobiliare Re/Max Prestige, lanciano la campagna Casa, chi cerca dona. Nata da un’idea di Alessio Rossi l’iniziativa ha l’obiettivo di sostenere il progetto Casa Emilia della Fondazione grazie alle visite dei potenziali compratori all’open house dell’immobile a cui sono interessati.

Attraverso una donazione di 25€ destinata direttamente alla Fondazione, i partecipanti agli open house organizzati da Rossi, sosterranno Casa Emilia, la casa d’accoglienza di Fondazione nata per donare il calore di una casa prima e dopo l’ospedale a pazienti e familiari che arrivano da tutta Italia al Policlinico di Bologna per il proprio percorso di cura.

Questa idea nasce dalla volontà di lasciare un’impronta sociale oltre l’attività commerciale” ci racconta Alessio Rossi, “l’idea di inserire una donazione per accedere alle visite immobiliari vuole essere una testimonianza e un’azione concreta per generare sinergia e impegno sociale a favore del territorio, di pazienti e familiari che si trovano ad affrontare un periodo di fragilità. Con il progetto di Casa Emilia di Fondazione Sant’Orsola e una piccola donazione durante le visite possiamo contribuire a donare una casa lontana da casa a chi si trova a Bologna per curarsi”.

I visitatori degli open house riceveranno in fase preliminare tutte le informazioni dettagliate sull’immobile (immagini, video, indirizzo e planimetria interna) in modo tale da poter effettuare fin da subito un’analisi completa. Gli interessati che vorranno procedere alla visita fisica riceveranno in seguito anche il link dove sarà possibile effettuare la donazione e completare la prenotazione all’open house. Se l’immobile, dopo la visita, non corrisponderà alle aspettative del visitatore, i 25€ della visita verranno comunque devoluti alla Fondazione a favore del progetto Casa Emilia. In caso di acquisto, questa cifra verrà, invece, totalmente scontata dalla provvigione dovuta all’agente ma resterà comunque a sostegno del progetto.

Siamo felici di essere stati coinvolti in questa iniziativa” conferma Giacomo Faldella, presidente di Fondazione Sant’Orsola “acquistare una casa non significa solo possedere un bene ma anche trovare il proprio posto nel mondo e il sostegno che arriverà per Casa Emilia permetterà di continuare ad aprire le porte a pazienti e familiari che arrivano a Bologna per le cure di cui necessitano facendo trovare anche a loro il calore di una casa e la gioia di non essere soli in una città che non si conosce.

Casa Emilia con i suoi 19 appartamenti ha già ospitato dal 2021 oltre 400 famiglie ognuna con un percorso di cura differente accogliendo pazienti da 59 reparti del Sant’Orsola. Dal 2023 ha aperto le sue porte anche alle famiglie con gravidanze a rischio che devono recarsi qui al Sant’Orsola per garantire il parto in sicurezza per la mamma e il suo bambino.

Alessio Rossi è un professionista immobiliare, con oltre 14 anni di carriera alle spalle. Con grande passione e integrità professionale, ha scelto un approccio professionale che integra innovazione commerciale e responsabilità sociale. Agente immobiliare regolarmente abilitato ed iscritto al numero REA: BO507467. Per informazioni e contatti: https://www.linkedin.com/in/alessiorossi/

Per maggiori informazioni su Casa Emilia: CLICCA QUI
Se vuoi sostenere anche tu Casa Emilia puoi farlo qui: SOSTIENI CASA EMILIA