Stefano Vezzani

FORESTERIA SANT’ORSOLA, un’opportunità per medici e infermieri che abitano fuori Bologna

A fianco del personale sanitario, anche dopo l’emergenza: nei mesi scorsi lo avevamo promesso, oggi proviamo a farlo, iniziando da un problema particolare ma molto sentito, legato sempre agli alloggi.

Centinaia di dipendenti abitano infatti lontano da Bologna, in qualche caso molto lontano. E per qualcuno, a volte, tornare a casa è complicato: quando c’è sciopero dei mezzi pubblici, quando si ha il turno del pomeriggio e del mattino dopo, o più semplicemente quando accade un imprevisto. In questi casi avere una casa a Bologna, dove fermarsi a dormire per una notte, potrebbe essere utile, un aiuto semplice e importante.

Per darlo a chi ne ha bisogno, quando ne ha bisogno, la Fondazione Sant’Orsola sta progettando un servizio che, in accordo con l’Azienda ospedaliero universitaria, partirà in settembre. Vogliamo che il servizio risponda però ai bisogni veri delle persone che lo utilizzeranno. Per questo chiediamo ai dipendenti dell’Azienda che risiedono lontano dall’ospedale, 5 minuti di tempo per rispondere a nove semplici domande che guideranno le scelte che dovremo fare.

Il servizio partirà al Sant’Orsola ma dopo un periodo di sperimentazione potrà essere esteso al personale di tutti gli ospedali di Bologna. Per domande o suggerimenti puoi scriverci a insieme@fondazionesantorsola.it

Se sei un dipendente del Sant’Orsola e risiedi fuori Bologna, per compilare il questionario clicca qui.

 

 

 

 

Il 27 giugno gli Stadio in concerto dal tetto dell’ospedale per la Fondazione Sant’Orsola

È un legame storico, solido e sincero quello che unisce gli Stadio e il personale sanitario del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Un legame che si è consolidato ancor di più durante lo scoppio della pandemia da Covid-19 e che è sfociato nel videoclip “Voi come noi” realizzato insieme ad alcuni medici e infermieri del Policlinico sulle note di “Generazione di fenomeni”.

Da questo piccolo e semplice omaggio della band nei confronti di chi si è sacrificato e ancora si sacrifica in prima linea contro un nemico invisibile, nasce l’evento di sabato 27 giugno che si terrà sul tetto del Padiglione 23 del Policlinico: uno speciale concerto degli Stadio insieme ad alcuni importanti ospiti – trasmesso in diretta streaming sui canali social della band – per riaccendere la città di Bologna e lanciare, attraverso la Fondazione Policlinico Sant’Orsola, una raccolta fondi in favore del personale sanitario dell’ospedale bolognese e per l’acquisto di DPI per due ospedali siciliani: l’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania e l’Ospedale Umberto I di Siracusa. Un modo per gridare con forza ancora grazie a chi, di fatto, ha reso possibile la ripartenza della città di Bologna e per unire in un abbraccio virtuale gli operatori sanitari italiani da Nord a Sud.

“Voi come Noi sarà la nostra festa del Ringraziamento. Non ci sarà il tacchino, ma attraverso la nostra musica esprimeremo gratitudine e vicinanza nei confronti dei medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario che si è battuto in trincea per difenderci da questa terribile pandemia”. (Gaetano Curreri)

Donazioni all’Iban IT72I0847236760000000101617 – causale: “Voi come Noi”

Bologna cena per il Sant’Orsola: scopri i ristoranti e prenotati anche tu!

Dal Diana all’Antica trattoria di Sasso Marconi, dal nuovo locale di Vottero al Pappagallo e la Cesarina. Sono già 33 i ristoranti che hanno aderito “Bologna cena per il Sant’Orsola”, il grande evento di solidarietà che mercoledì 10 giugno darà a tutti la possibilità di sostenere la ricerca del Policlinico contro il Coronavirus.

Per la serata, organizzata da Ascom Confcommercio, ogni ristorante presenta il proprio menù tradizionale e donerà una quota dell’incasso per la Fondazione Sant’Orsola. Quando le condizioni lo consentiranno, i ristoranti allestiranno anche i tavoli all’aperto, sotto i portici o nelle strade pedonalizzate.

Ognuno deciderà in quale locale cenare e, in sicurezza, anche se sparsi in tanti ristoranti saremo idealmente tutti insieme per un’unica buona causa! Clicca qui per scoprire tutti i ristoranti che hanno aderito e prenotare il tuo posto!

 

 

 

Aiutiamo medici e infermieri neoassunti a trovare casa a Bologna!

Una bacheca, un luogo dove far incontrare gli infermieri e i medici che cercano casa con chi ha la possibilità di offrirgliela. La mette da oggi a disposizione la Fondazione Sant’Orsola su questo sito, all’interno della sezione dedicata ai servizi per il personale sanitario dei nostri ospedali, in prima linea nell’affrontare l’emergenza.

Per superare i giorni più duri dell’epidemia sono arrivati a Bologna da tutta Italia centinaia di infermieri e, in misura nettamente inferiore, medici. La maggior parte di loro rimarrà qui con un contratto di tre anni, per sostenere la ripresa dell’attività ordinaria e il miglioramento dei servizi per tutti i pazienti.

Salvo pochi che sono già riusciti a trovare un alloggio definitivo, gli altri (quasi 300) sono ancora in albergo, sostenuti dalle vostre donazioni. Dopo l’ultima proroga questo servizio terminerà comunque il 6 giugno e la necessità di trovare casa si fa impellente.

Chi ha un appartamento, un mono o bilocale o anche solo una stanza all’interno di un appartamento già preso in affitto con altri, può compilare il modulo che trova in fondo alla pagina cliccando qui. Automaticamente sarà pubblicato nella bacheca (accessibile solo con password che sarà inviata via email o può essere richiesta a insieme@fonfazionesantorsola.it) su cui infermieri e medici potranno selezionare le offerte di maggior interesse e prendere contatto diretto con chi le ha proposte.

Nella scheda ogni offerta, oltre alle indicazioni di base, presenta la distanza dell’alloggio dai tre ospedali di Bologna, per aiutare a capire quale fa più al caso proprio in base anche alla sede di lavoro.

La Fondazione Sant’Orsola non percepisce alcun compenso per la pubblicazione e non ha alcuna responsabilità in merito alla veridicità delle offerte, che rimane totalmente in carico a chi le avanza. Per ulteriori informazioni: insieme@fondazionesantorsola.it

Il 10 giugno Bologna cena per dare più forza alla ricerca contro il Covid19

Tutti a cena per sostenere la ricerca contro il Covid19. Per ripartire insieme, sotto le stelle e in sicurezza, e ritornare a guardare con più serenità al futuro. È “Bologna cena per il Sant’Orsola” l’iniziativa con cui mercoledì 10 giugno Ascom Confcommercio punta a coinvolgere decine e decine di ristoranti, trattorie, pizzerie in tutta la provincia per una serata a favore della Fondazione Sant’Orsola.

Un grande evento di solidarietà, diffuso e sicuro, capace di realizzarsi nel pieno rispetto delle norme che regolano questo periodo, facendo vivere in modo innovativo la grande generosità di Bologna. Sarà una serata per abbracciare i nostri ospedali e per sostenere, in particolare, la grande attività di ricerca in corso soprattutto all’interno del Policlinico universitario contro il Coronavirus.

“Fin dal primo momento siamo stati accanto alla Fondazione Sant’Orsola – ha spiegato il direttore di Ascom Confcommercio Giancarlo Tonelli – e collaborare anche a questa iniziativa è per noi un grande motivo di orgoglio, ringrazio i nostri i ristoratori, guidati da Vincenzo Vottero, per l’immediata disponibilità che ci hanno assicurato. Questa è un’ennesima grande testimonianza di generosità da parte dei nostri associati in quanto in questo periodo le attività della ristorazione sono alle prese con una fase delicata di riapertura ma al tempo stesso non mancheranno di dare il loro contributo e siamo convinti che anche i bolognesi risponderanno con entusiasmo”.

“Nell’emergenza tanti ristoranti – ha commentato il presidente della Fondazione Sant’Orsola Giacomo Faldella – sono stati vicini a medici e infermieri, offrendo tutto quello che potevano. Oggi ci ritroviamo per un momento di festa e di solidarietà nei loro locali, per ritrovare il gusto di fare tutti insieme, in sicurezza, qualcosa di buono per quel bene comune che sono i nostri ospedali, per sostenere la ricerca capace di rendere più sicuro anche il nostro futuro”.

Ogni ristorante presenterà il proprio menù tradizionale oppure potrà elaborare una proposta mirata per l’occasione e donerà una quota dell’incasso della serata per sostenere la ricerca contro il Coronavirus.

L’iniziativa è a numero chiuso e per partecipare è necessario prenotarsi, da sabato 30 maggio sul sito della Fondazione Sant’Orsola all’indirizzo (www.fondazionesantorsola.it/manifestazione/cena-di-beneficenza/), proprio per avere tutto sotto controllo ed essere certi di rispettare le norme di sicurezza. Quando le condizioni lo consentiranno, i ristoranti allestiranno anche i tavoli all’aperto, sotto i portici o nelle strade pedonalizzate.

Da Granarolo 150mila euro per la ricerca contro il Coronavirus pediatrico

Granarolo finanzierà con 150.000 Euro il progetto “Più forti insieme” della Fondazione Sant’Orsola per realizzare un progetto di ricerca sulla risposta neonatale alle infezioni come il Coronavirus e per ridurre le infezioni in Terapia intensiva neonatale.

La ricerca, affidata a un giovane ricercatore, ha lo scopo di fare luce sulle peculiarità della risposta immunitaria neonatale alle infezioni, anche in funzione degli elementi funzionali presenti nel latte materno e di costruire e validare un percorso virtuoso all’interno dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale e di Neonatologia, che determini una riduzione delle infezioni ospedaliere.

“La pandemia da COVID-19 – spiega il professor Luigi Corvaglia, direttore della Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Sant’Orsola – ha riportato all’attenzione di tutti il tema della prevenzione e della cura delle infezioni, evidenziando come gli ospedali giochino un ruolo fondamentale sia come sede di cura sia, purtroppo, come nucleo di amplificazione del contagio, con un punto di particolare delicatezza nell’area neonatale”.

Nell’emergenza Coronavirus i neonati hanno però dimostrato un grado di protezione superiore alle attese. “Questo particolare scenario epidemiologico – spiega Corvaglia – merita un serio approfondimento di ricerca, mirato a individuare efficaci fattori ambientali, organizzativi, nutrizionali, capaci di ridurre l’incidenza delle infezioni nosocomiali in epoca neonatale e, possibilmente, mettere in evidenza le ragioni della diversa suscettibilità dei bambini ad alcune infezioni virali come quella da COVID-19”.

“E’ un piccolo contributo in un’ottica di speranza”, ha commentato il Presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari. “Desideriamo così intensificare e consolidare un rapporto di collaborazione con la Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Sant’Orsola con cui sei anni fa abbiamo realizzato Allattami, la prima Banca del Latte Umano Donato , e farlo in questo momento cosi difficile rafforza la nostra amicizia con una eccellenza del Sistema Sanitario Nazionale impegnata senza sosta a difendere la nostra vita ed il nostro futuro”.

“Siamo molto soddisfatti – ha commentato il presidente della Fondazione Giacomo Faldella – per la scelta di Granarolo, che mette al centro la persona e ci chiede di attraversare l’emergenza pensando già al futuro, puntando sulla protezione dei bambini e sulla ricerca, che è la nostra grande arma per migliorare prima ancora della cura la prevenzione”.

Più forti insieme con il tuo 5xmille alla Fondazione Sant’Orsola

Durante l’emergenza Coronavirus lo abbiamo visto: insieme siamo più forti. E oggi continuiamo: con il tuo 5xmille possiamo cambiare la vita di tanti pazienti e delle loro famiglie.

 

Donare il 5xmille non ti costa nulla: è un modo per destinare al sostegno di una realtà che ritieni capace di lavorare per il bene comune una quota minima delle tasse che comunque dovrai versare. E donare il 5xmille non è alternativo all’8xmille: puoi utilizzare entrambe queste opportunità.

 

Per destinare il 5xmille a sostegno dei progetti della Fondazione Sant’Orsola, nella sezione per la “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF” della tua dichiarazione dei redditi, firma e inserisci il nostro codice fiscale 91409960373 nello spazio dedicato al “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale”.

 

Hai la precompilata? Non devi proprio presentare la dichiarazione? Puoi comunque destinare a Fondazione Sant’Orsola il tuo 5xmille: in fondo a questa pagina trovi tutte le indicazioni per farlo. Hai domande o vuoi saperne di più? Scrivi a 5xmille@fondazionesantorsola.it

 

 

Cosa faremo con il tuo 5xmille

 

Quando entriamo in ospedale vorremmo trovare medici e infermieri che garantiscano a noi e ai nostri cari l’attenzione necessaria e le cure migliori. Grazie anche al tuo 5xmille continueremo a lavorare per realizzare tutto ciò.

 

Lo faremo sostenendo progetti per

 

Cliccando sui link puoi scoprire tutti i progetti realizzati e quelli a cui possiamo continuare a lavorare insieme, grazie al tuo sostegno, disegnando insieme l’ospedale che vogliamo.

 

 

Come donare il 5xmille

 

Se presenti la dichiarazione dei redditi (730, Redditi), nel riquadro per la “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”, firma e inserisci il codice fiscale di FONDAZIONE POLICLINICO SANT’ORSOLA ONLUS 91409960373 nello spazio dedicato al Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (…)

 

Se presenti la Dichiarazione dei redditi precompilata, Nella sezione “Destinazione del cinque per mille” seleziona la voce Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale e inserisci il codice fiscale di FONDAZIONE POLICLINICO SANT’ORSOLA ONLUS 91409960373 nell’apposito spazio.

 

Se non devi presentare la dichiarazione dei redditi, puoi ugualmente donare il 5×1000. Per farlo, compila e firma la scheda fornita insieme alla CU dal tuo datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione, inseriscila in una busta chiusa con scritto “Destinazione cinque per mille IRPEF” e consegnala a un ufficio postale o a un intermediario abilitato (CAF, commercialista…).

 

18.466 notti in albergo, il servizio per medici e infermieri continua fino al 31 maggio

Quasi 18.500. Tante sono le notti in albergo offerte dalla Fondazione Sant’Orsola dall’inizio dell’emergenza a medici, infermieri, operatori socio-sanitari ma anche cuochi e amministrativi che mandano tutti insieme avanti i nostri ospedali. Un aiuto fondamentale, reso possibile solo dalla generosità delle donazioni che sono arrivate da chi ha aderito alla campagna “Più forti insieme”.

 

Il primo infermiere è entrato in albergo il 16 marzo, appena una settimana dopo l’avvio dell’emergenza. Da allora le persone che si sono susseguite sono state complessivamente 675. L’opportunità è stata offerta ai neoassunti arrivati da altre regioni, in un momento in cui il mercato immobiliare era fermo, ma anche a dipendenti pendolari alle prese con la riduzione drastica del trasporto pubblico o con problemi a rientrare a casa per la sicurezza dei propri familiari.

 

Quest’ultima motivazione, salvo eccezioni, è ormai rientrata quasi completamente, grazie all’organizzazione di percorsi dedicati dentro agli ospedali e alla presenza di dispositivi di protezione adeguati. Le altre due motivazioni, invece, restano: nonostante l’avvio della Fase 2 è ancora difficile trovare casa per i neoassunti e spostarsi per i pendolari. Per questo, ascoltate le testimonianze di medici, infermieri e operatori socio-sanitari si è deciso di prorogare il servizio fino al 31 maggio.

La Fondazione cerca volontari per i checkpoint di Sant’Orsola e Maggiore

Insieme per aiutare i nostri ospedali a ripartire! A riaprire le porte in sicurezza a chi vuole andare a trovare un famigliare ricoverato oppure a chi ha bisogno di fare una visita specialistica o un esame medico. La Fondazione Sant’Orsola cerca volontari per rafforzare i checkpoint che in tutti gli ospedali e le strutture sanitarie accoglieranno pazienti e visitatori.

 

I volontari dovranno misurare la temperatura con termometri a infrarossi (che consentono di mantenere la distanza), dare la mascherina a chi non l’avesse o non ne indossasse una adeguata, far igienizzare le mani, fare qualche semplice domanda per indirizzare adeguatamente le persone.

 

Per farlo saranno formati attraverso un incontro a distanza con gli infettivologi e riceveranno un tutorial, saranno assicurati e avranno a disposizione un desk protetto, la mascherina FFP2, i guanti e soprattutto un tutor che seguirà ogni postazione, per risolvere dubbi o problemi e rifornire del materiale necessario.

 

“In queste settimane – spiega Paolo Angiolini, presidente di BCC Felsinea e consigliere di amministrazione della Fondazione Sant’Orsola – abbiamo tradotto la gratitudine della città verso medici e infermieri in servizi concreti di supporto: oggi chiediamo a tutti di scendere in campo al loro fianco. Di donare dopo tante risorse economiche anche parte del proprio tempo. Ognuno di noi può fare la propria parte per contribuire a mantenere sicuri i nostri ospedali e le strutture sanitarie”. Per partecipare è consigliabile un’età inferiore ai 60 anni e si richiede una disponibilità di almeno 3 ore almeno una volta alla settimana, per poter organizzare i turni e coprire il maggior numero possibile di checkpoint.

 

Il servizio è aperto a volontari di altre associazioni e si integrerà con il supporto che dall’inizio dell’emergenza stanno dando gli studenti di Medicina.Il servizio partirà, con i primi 266 volontari che hanno aderito, mercoledì 20 maggio ma rimangono tantissimi checkpoint dove dare una mano e c’è bisogno anche della tua adesione. Le disponibilità vanno inviate compilando il modulo che trovate cliccando qui. Per ulteriori informazioni o chiarimenti:  volontari@fondazionesantorsola.it.

2000 camici e 2000 mascherine donate all’Ospedale Maggiore di Bologna

Una nuova e importante donazione è stata consegnata ai rappresentanti del personale medico dell’Ospedale Maggiore di Bologna impegnato nei reparti Covid -19. Si tratta di 2.000 camici e 2.000 mascherine. Un altro risultato messo a segno grazie alla generosità di due imprese, Tecnolife e Marf, e alla colloborazione tra Confocommercio Ascom Bologna e Fondazione Sant’Orsola.

“Confcommercio Ascom Bologna ringrazia Tecnolife, di Casalecchio di Reno, realtà associata a Confcommercio operante nel sistema sanitario che insieme a Marf, azienda convertita a produrre in questo ambito a causa dell’emergenza Covid-19, ha deciso di donare, attraverso la collaborazione della Fondazione del Policlinico S.Orsola ONLUS, 4000 dispositivi di protezione monouso, camici idrorepellenti in TNT e mascherine chirurgiche di cui i reparti ospedalieri hanno un continuo e indifferibile bisogno” afferma Giancarlo Tonelli Direttore Generale Confcommercio Ascom Bologna.

“Insieme abbiamo vissuto settimane difficili – ha commentato il presidente della Fondazione Sant’Orsola Giacomo Faldella – ma sono stati anche giorni nei quali abbiamo toccato con mano la grande generosità di questa città e di un tessuto imprenditoriale che ha a cuore la comunità in cui è cresciuto. Oggi ne abbiamo un’ulteriore riprova con una donazione importante, che garantisce più sicurezza a medici, infermieri e operatori socio sanitari che ogni giorno continuano ad essere impegnati in prima linea per il bene di tutti”

TECNOLIFE S.r.l. è un’azienda giovane e dinamica, presente nel settore sanità dal 2003. Produce e commercializza articoli realizzati per incontrare le esigenze operative dei professionisti dell’emergenza e del medicale. Le capacità imprenditoriali e di innovazione del titolare e socio fondatore, Fabrizio Bruni, insieme allo spirito di squadra del piccolo gruppo dei suoi collaboratori, hanno portato questa azienda a diventare il principale punto di riferimento in Italia per tutte le realtà attive nel settore del soccorso sanitario e della diagnostica medica.

“Con questo gesto Tecnolife vuole dire grazie ed esprimere il proprio sostegno morale ed economico a tutta la comunità e all’intero mondo della sanità regionale che, con spirito di sacrificio e grande professionalità, hanno permesso di arginare l’impatto devastante dell’epidemia” Fabrizio Bruni titolare di Tecnolife

Anche in questo momento così complesso, in cui l’emergenza Covid-19 ha fatto saltare all’improvviso tutte le consuete dinamiche commerciali e ha letteralmente stravolto la domanda di mercato (per tipologia di dispositivi medici, per quantità e per urgenza), Tecnolife è stata capace di rimodularsi in funzione delle nuove e impellenti necessità del settore sanitario con una filiera completamente italiana.

Marf azienda nata nel 2000 di Ronny e Alessio Vaiani ha sempre operato nell’ambito abbigliamento, fast fashion è l’azienda produttrice di questo tandem imprenditoriale che ha reso possibile la donazione del materiale di protezione all’Ospedale Maggiore.

“Purtroppo la situazione Covid 19 ha bloccato completamente il nostro settore ma grazie alla nostra dinamicità produttiva abbiamo spostato l’attenzione su l’esigenza di prodotti di protezione che il mercato chiedeva. E’ per questo che abbiamo pensato di convertire la nostra azienda per aiutare il nostro paese a produrre dispositivi di protezione come mascherine e camici. Questo è stato possibile grazie alla conoscenza del nuovo partner Tecnolife srl con la quale abbiamo stretto un rapporto di collaborazione che ci ha permesso in poche settimane di evadere importanti ordini e di partecipare attivamente e con piacere, a questa donazione” dichiara Ronny Vaiani titolare Marf

“Tutto ciò è stato possibile grazie ad un grande lavoro di squadra, alla flessibilità di una società sensibile alle richieste del mercato e all’attenzione che l’azienda e i titolari hanno sempre avuto nei confronti della propria clientela, un’attenzione che oggi si traduce nella necessita di mettersi al servizio dell’impegno collettivo del Paese per la ripartenza” conclude Alessio Vaiani titolare Marf. (foto Paolo Righi/Meridiana Immagini)