13 Marzo 2026
A Bologna, in via Tambroni, esiste una casa solidale di comunità: un luogo in cui accoglienza e ospitalità si intrecciano con relazioni, progetti di cura e partecipazione. Una casa dove, giorno dopo giorno, prende forma una comunità costruita attorno alla solidarietà e al tempo condiviso.
Pensata inizialmente per accogliere pazienti che arrivano da fuori regione per curarsi al Policlinico Sant’Orsola, oggi questa casa ospita anche progetti di benessere e inclusione. Tra questi il percorso di logopedia precoce “Guarda come cresco”, dedicato ai bambini con trisomia 21, il progetto di teatro Alzheimer che coinvolge pazienti e personale ospedaliero, e diverse iniziative aperte alla cittadinanza come il corso di meditazione tenuto in collaborazione con associazione “Tutto è vita” o l’iniziativa di reading di poesia “12 minuti” creata e realizzata da Valerio Grutt. In più questa è anche la casa dei volontari della Fondazione, che qui si incontrano, costruiscono relazioni e accompagnano le persone in momenti delicati della loro vita.
La casa è già piena di vita. Ma manca ancora un elemento essenziale: il giardino.
Uno spazio all’aperto capace di completare ciò che accade all’interno della casa: un luogo da abitare, dove fermarsi, respirare e ritrovare un po’ di serenità. Un giardino dove, insieme, possa davvero nascere un fiore dal nostro giardino.
L’obiettivo è trasformare il giardino della nostra casa in uno spazio verde vivo, condiviso e pensato per chiunque ne abbia bisogno. Un luogo dove crescere qualcosa, stare con qualcuno, respirare. Anche la ricerca ha da tempo mostrato che il contatto con la natura ha effetti positivi sul benessere integrale, in modo significativo soprattutto per le persone anziane, per chi è in percorso di cura e per i bambini in fase di sviluppo.
Per realizzarlo abbiamo avviato una campagna di crowdfunding su ideaginger.it intitolata “Può nascere un fiore“
Come sarà il nuovo giardino?
Il progetto, già definito dal punto di vista paesaggistico e botanico, prevede:
- Aiuole di piante aromatiche – come salvia, rosmarino e lavanda – che daranno vita a un percorso sensoriale naturale. Uno spazio utile per i percorsi di logopedia precoce, ma anche per il benessere degli anziani e di tutte le persone che frequentano la casa.
- Gruppi di arbusti fioriti, tra cui melograni, ortensie e prunus, scelti per garantire colore, fioriture e cambiamenti durante tutto l’anno.
- Erbacee annuali e perenni, come girasoli, echinacea e malvone, per creare angoli vivi e accoglienti, capaci di stimolare l’osservazione e l’esperienza diretta.
- Alberi e siepi che delimitano lo spazio, offrono ombra e contribuiscono a creare un senso di raccoglimento, intimità e protezione.
- Un orto condiviso composto da 24 vasche esagonali, realizzate in continuità con il terreno (senza fondo), per favorire un rapporto diretto con la terra. Le vasche saranno rialzate, così da permettere anche a chi ha difficoltà a piegarsi o si muove in carrozzina di prendersene cura in autonomia.

Qui tutte le persone che abitano o frequentano la casa potranno contribuire alla sua cura quotidiana. Un luogo pensato per essere accessibile, inclusivo e accogliente, capace di crescere insieme a chi lo vive. Un giardino che si prende cura delle persone, mentre le persone si prendono cura di lui. Come per i bambini con trisomia 21 che frequentano il percorso di logopedia precoce: il giardino diventerà un ambiente sensoriale naturale, un luogo dove l’apprendimento e lo sviluppo avvengono anche attraverso il contatto con la natura, con i colori, con gli odori, con le stagioni. Le persone anziane che verranno accolte per rimanere nei pressi dell’ospedale per motivi di cura: per loro il giardino potrà essere uno spazio di condivisione, dove le mani ritrovano il saper fare e il gusto di fare insieme. I pazienti in percorso di cura che arrivano a Bologna da lontano: il giardino sarà un angolo familiare anche lontano dalla propria casa. I volontari che abitano questa casa e che, nel giardino, troveranno uno spazio condiviso da abitare insieme a tutti gli altri abitanti della casa.
Il primo traguardo è 3.500 euro, che ci permetteranno di sistemare gli spazi verdi della casa e trasformarli in un giardino accogliente e accessibile per tutte le persone che lo vivono ogni giorno. Ma il sogno è andare oltre: creare anche un orto, dove gli ospiti possano coltivare piante, ritrovare profumi familiari e partecipare ad attività di terapia occupazionale.
Come partecipare
Proprio come cantava Rino Gaetano: “può nascere un fiore dal nostro giardino che neanche l’inverno potrà gelare”. Un fiore che cresce, anche nei momenti più difficili, grazie alla cura condivisa, alle mani che lavorano insieme, al tempo donato.
Infatti, ogni contributo ci avvicina a trasformare questo spazio in un luogo abitato e vivo, capace di accogliere e sostenere chi abita la nostra casa di accoglienza e di comunità in un momento importante della propria vita. Ogni vasca coltivata, ogni pianta messa a dimora, ogni angolo verde sarà un gesto concreto di vicinanza per bambini, anziani, pazienti e volontari. Ogni fiore racconterà un impegno collettivo che prende forma e diventa cambiamento reale.
Insieme possiamo far nascere questo giardino, parte integrante della nostra casa: un luogo accessibile, condiviso, pensato per durare nel tempo. Uno spazio dove la natura diventa parte della cura e dove nessuno è lasciato solo.
Unisciti a noi e aiutaci a far fiorire questo giardino.