25 Settembre 2026
Nasce in via Tambroni, a 500 metri dall’ospedale, Thimostia, la nuova casa di Fondazione Sant’Orsola. Un luogo di comunità, che offrirà tante attività diverse per bambini, giovani, adulti e anziani e che, soprattutto, allargherà l’accoglienza aprendo le porte alle persone di Bologna che, vivendo da sole e senza parenti vicino, possono avere bisogno di un sostegno durante percorsi di cura particolarmente impegnativi.
I lavori di riqualificazione della nuova casa
Fondazione Sant’Orsola ha preso in affitto la casa di via Tambroni 28 – precedentemente occupata dalle suore Missionarie del lavoro – e ha realizzato in questi mesi lavori di riqualificazione:
- è stata portata l’aria condizionata in tutte le stanze dei tre edifici che compongono la struttura;
- grazie al sostegno di Carta Etica di Unicredit, sono state realizzate e completamente arredate due nuove cucine, complete di madie e frigoriferi con spazi dedicati ad ogni ospite;
- è stato realizzato un bagno per disabili, completo di doccia, a piano terra;
- è stato riqualificato il giardino, realizzando anche un orto con 24 vasche ad altezze diverse per permettere a tutti di lavorarci.
I lavori sono costati complessivamente 236.000 euro, coperti dalle donazioni di 199 cittadini ed imprese, tra cui la famiglia Gherardi-Cenacchi, Comet, Meliconi, Site e Sofir. Oggi complessivamente la struttura offre 26 stanze singole o matrimoniali, tutte con bagno autonomo, per complessivi 46 posti letto a cui si aggiungono numerose sale e spazi comuni dive potranno essere realizzate tante attività.
Thimostia, nel nome il futuro della nuova casa
Thimostia è un nome che nasce da due vocaboli del greco antico:
- Thimos: il ‘soffio vitale’, l’amore, la forza interiore che permette di superare le difficoltà;
- Hestia: lo spazio sacro della famiglia, la stabilità, l’accoglienza calorosa e la protezione.
Thimostia assume così il significato di “Il focolare dell’anima” o “Il luogo dove arde la vita”. È l’idea di una casa che non è solo una struttura fisica, ma un rifugio sicuro dove si coltiva un amore profondo e dove pulsa forte l’energia della vita. Ecco come proveremo a far vivere tutto ciò.
La cura, un percorso da vivere insieme
Nella Città Metropolitana di Bologna il numero delle famiglie unipersonali ha raggiunto ormai il 45,3% del totale. Di queste 84.714 sono composte da persone over 65. Per chi vive solo, soprattutto se anziano, può essere difficile – e a volte impossibile – affrontare alcuni percorsi di cura particolarmente impegnativi ma che non implicherebbero di per sè il ricovero, come i cicli di chemioterapia o il recupero post trapianto.
In questa nuova casa Fondazione Sant’Orsola ha scelto così di avviare l’accoglienza gratuita e temporanea di anziani e persone sole di Bologna, che hanno necessità di un supporto durante il percorso di cura. Qui troveranno un contesto comunitario e il sostegno tra pari necessario per affrontare le piccole difficoltà quotidiane, ma anche il supporto e l’assistenza dei volontari per raggiungere tempestivamente e in sicurezza l’ospedale se necessario.
In questa casa proseguirà anche l’accoglienza delle famiglie che provengono da fuori regione e che devono rimanere a Bologna per ricevere le cure salvavita di cui hanno necessità. Un’attività che nel 2025 ha visto Fondazione Sant’Orsola accogliere 611 famiglie e che potrà contare anche sull’altra casa di via Emilia Levante dove sono a disposizione 8 bilocali e 1 trilocale. Entrambi – pazienti di Bologna o di fuori regione – potranno trovare a Thimostia un contesto comunitario particolarmente ricco.
L’accompagnamento nella malattia, per tutti
La nuova casa di Fondazione Sant’Orsola – grazie ai tanti spazi comuni – potrà diventare un luogo di accompagnamento per vivere il proprio percorso nella malattia non solo per chi – di Bologna o di fuori regione – vivrà qui. Tante iniziative saranno, infatti, aperte a tutti (pazienti, familiari, personale sanitario e volontari) e saranno per questo promosse anche all’interno dell’ospedale e in città, per far respirare tutte le dimensioni della cura, al di là di quella sanitaria.
Sono così già in programma o già avviati corsi ed esperienze di meditazione, brevi momenti di lettura di poesia, appuntamenti con yoga e pratiche di cura alla portata di tutti per stare meglio con il proprio corpo, l’utilizzo della musica per il rilassamento, la presenza settimanale di medici delle cure palliative. Tante strade, sviluppate sempre con professionisti competenti e sempre ad accesso gratuito grazie alle donazioni raccolte.
Dai bambini agli anziani, una comunità che cura
Accoglienza e accompagnamento, ma non solo: a Thimostia troveranno casa anche tante altre attività:
- la logopedia per i bimbi 0-7 anni con Trisomia 21 (progetto Guarda come cresco, 41 bambini),
- il percorso per i genitori con figli con autismo (progetto Mentre cammino, 17 famiglie),
- la musicoterapia e altre attività per gli anziani con Alzheimer e gruppi di mutuo aiuto per i familiari (28 anziani e altrettanti familiari).
Un intreccio di persone diverse dove imparare ad aver cura gli uni degli altri, dove chi è accolto a sua volta accoglie costruendo una comunità che arricchisce la vita di tutti.
Thimostia, un passo verso l’ex Monastero
Quello che insieme vivremo qui a Thimostia potrà crescere ancora nell’ex Monastero della Visitazione, dove – a cento metri da qui – hanno vissuto per due secoli fino a 60 monache di clausura e che prenderemo in gestione dalla Chiesa di Bologna non appena saranno terminati i lavori di ristrutturazione in fase di avvio.
Si tratta di una struttura di quasi 4mila metri quadrati coperti, circondata da un parco di 3mila metri.
Qui troveranno posto 38 bilocali e tanti spazi comuni e per numerose attività, per persone con malattia o con disabilità, giovani o anziani, ma anche per tutti i bolognesi: sarà una riserva di luce e silenzio, capace di arricchire la vita di tutti nella cura reciproca e nella condivisione, nella ricerca e nella scoperta.








