Stefano Vezzani

Due verticalizzatori per ‘rimettere in piedi’ anziani e pazienti ortopedici

Due verticalizzatori elettrici. Strumenti per ‘rimettere in piedi’ i pazienti anziani o dopo un lungo periodo di immobilità. Li ha donati la Fondazione Sant’Orsola, grazie alle donazioni raccolte, alle Unità operative di Geriatria, diretta dalla dottoressa Lunardelli, e di Ortopedia, diretta dal dottor De Paolis, del Policlinico di Sant’Orsola.

 

Il verticalizzatore permette di sollevare, senza sforzo né rischi, un paziente dalla carrozzina o dal letto e di rimetterlo gradualmente in piedi. Il sistema, super sicuro, fa fare movimenti molto lenti, che consentano alla persona di riabituarsi gradualmente alla posizione eretta, difficile da riconquistare dopo lunghi periodi a letto.

 

Continua così lo sforzo della Fondazione Sant’Orsola per essere vicini a chi cura e a chi è curato. Dopo un anno dall’inizio della pandemia è più che mai importante sostenere i percorsi di cura per tutti gli altri pazienti e gli sforzi del personale medico e infermieristico per seguire nel miglior modo possibile tutti i malati.

 

“Noi non ci fermiamo”, la Fondazione sostiene 8 progetti del volontariato

Dal personal trainer digitale per le pazienti oncologiche ad una fiaba dipinta negli ambulatori, dal sostegno psicologico per chi è colpito dall’ictus ad una sonda ecografica per la chirurgia pediatrica. In tutto otto progetti di altrettante associazioni di volontariato che la Fondazione Sant’Orsola sosterrà attraverso il bando “Noi non ci fermiamo” lanciato nell’autunno scorso per sostenere le realtà che, anche nell’emergenza, continuano a lavorare per migliorare la cura e l’assistenza al Policlinico.

 

“Siamo molto soddisfatti – spiega Giacomo Faldella, presidente della Fondazione Sant’Orsola – del risultato del bando, dei progetti presentati, delle tante associazioni che hanno partecipato e dell’occasione di crescita e collaborazione che ha rappresentato la formazione sul crowdfunding offerta a tutti prima della selezione. È questa la strada per uscire dalla pandemia rimanendo a fianco dei pazienti e dei reparti, continuando ad essere di stimolo per innovare e migliorare sempre i percorsi dei nostri ospedali”.

 

Con il bando – promosso insieme a Federazione Enti Terzo Settore di Ascom Bologna e Ginger Crowdfunding – la Fondazione Sant’Orsola ha messo a disposizione 100.000 euro per cofinanziare nuovi progetti di associazioni ed enti del Terzo settore per rispondere insieme all’emergenza sanitaria. Tra tutti quelli presentati sono otto i progetti selezionati. Per ognuno di questi il 25% della somma necessaria a realizzarli deve essere raccolto da chi lo ha proposto, attraverso una campagna di crowdfunding. Quando un progetto avrà raccolto il 25% del suo obiettivo Fondazione Sant’Orsola ne cofinanzierà il restante 75%, fino a un massimo di 15.000 euro. Ma ecco quali sono i progetti sulla rampa di lancio.

 

L’associazione Piccoli Grandi Cuori, che lavora a sostegno della Cardiologia e della Cardiochirurgia pediatrica, dopo il reparto vuole dipingere con le illustrazioni di una fiaba anche gli ambulatori del padiglione 23, per portare la bellezza in un luogo di cura. Fanep, che da 37 anni sostiene la Neuropsichiatria infantile, lancerà invece percorsi di sostegno psicologico per i genitori dei bambini in cura presso il reparto del Sant’Orsola. Propone invece un punto di ascolto e gruppi di sostegno per pazienti e famigliari ma anche per gli operatori sanitari l’associazione Alice, che lavora con chi è stato colpito da ictus.

 

Amaci, l’associazione che sostiene la Chirurgia pediatrica, grazie anche al sostegno della Fondazione Sant’Orsola donerà una sonda che potrà essere utilizzata per eseguire ecografie durante gli interventi migliorandone così l’efficacia. Dadamà pensa invece al personale e offrirà a dieci famiglie con bambini piccoli un pacchetto di 50 ore da utilizzare per sos babysitter, accompagnamento dei figli a fare sport, servizi durante la chiusura delle scuole. AGD Bologna garantirà servizi e affiancamento ai giovani diabetici nel momento in cui diventando adulti devono cambiare medico e abitudini.

 

Grazie al progetto “Il mondo in una scatola” di Fondazione Theodora i bambini potranno esprimere in modo simbolico le emozioni legate alla loro permanenza in una stanza di ospedale. L’associazione Loto, contro il tumore ovarico, garantirà infine a tutte le pazienti oncologiche una piattaforma che offrirà la supervisione a distanza e l’impiego di interventi personalizzati di esercizio fisico e supporto nutrizionale, per migliorare il percorso di guarigione.

 

Clicca qui per scoprire la pagina dedicata dalla piattaforma Ideaginger ai progetti finanziati dal bando

Una donazione in busta paga per continuare ad essere Più forti insieme

Una donazione in busta paga, deducibile dalle tasse, di 1 euro, 5 euro o 10 euro al mese. La somma raccolta si tradurrà in nuovi servizi, che saranno decisi insieme, per sé e per i colleghi. È la campagna “1 per tutti, tutti per uno” che Fondazione Sant’Orsola lancia in questi giorni tra il personale di Policlinico e Ausl Bologna. L’adesione è volontaria e la Fondazione, grazie alla solidarietà della città, raddoppierà durante il primo anno quanto raccolto.

 

“Durante l’emergenza tanti professionisti dei nostri ospedali – spiega il presidente Giacomo Faldella – hanno usufruito dei servizi che abbiamo messo in campo e hanno deciso di sostenere la Fondazione. Con questa campagna diamo la possibilità di farlo in modo continuativo. Chi fa parte di questa grande comunità sarà così il primo a dare una mano per continuare a realizzare servizi che possono servire a sé o ai propri colleghi, partecipando anche alla scelta delle attività e alla verifica dei risultati”.

 

Per partecipare alla raccolta tutti i dipendenti delle due Aziende sanitarie bolognesi possono compilare il modulo che trovano all’interno della sezione dedicata sul sito della Fondazione. La donazione dà diritto a un beneficio fiscale: l’Azienda riconoscerà direttamente l’importo donato quale onere deducibile e lo certificherà nella CU. La donazione potrà essere interrotta in qualsiasi momento, con una semplice comunicazione via mail.

 

Tutti coloro che aderiranno potranno inviare suggerimenti sui servizi da attivare o sulle modalità di realizzare meglio servizi già in campo scrivendo a insieme@fondazionesantorsola.it, indirizzo sempre a disposizione anche per domande, dubbi o chiarimenti. A tutti i partecipanti ogni tre mesi sarà inviato un report sintetico con le donazioni arrivate, i servizi attivati e i risultati ottenuti.

 

In queste settimane sono già stati avviati servizi pensati per continuare ben oltre la pandemia. Sono nati così la Foresteria e il taxi navetta a 1 euro per i pendolari, sia al Sant’Orsola sia all’Ausl, e lo Spazio bimbi, avviato per ora al Policlinico. “Per far crescere ed estendere questi servizi – spiega Faldella – continueremo a coinvolgere la città e, grazie alla generosità di tanti, riusciremo a raddoppiare quanto raccolto dal personale per continuare ad essere, anche dopo la pandemia, più forti insieme”.

Pediatria, al Sant’Orsola un giardino per guarire nel verde

Un giardino per guarire nel verde. Fanep e Fondazione Sant’Orsola lanciano insieme il progetto per creare a fianco del padiglione 13 uno spazio per le medicine integrate. Incontri di pet therapy, yoga, shiatsu, orticultura e passeggiate nel giardino sensoriale. Una possibilità che sarà a disposizione di tutti i pazienti pediatrici e delle loro famiglie, che contribuiranno a progettarlo insieme alle altre associazioni e al personale.

Il giardino terapeutico sorgerà nell’area tra il piccolo parco giochi a fianco del Gozzadini e il viale centrale del Policlinico. Un’area di oltre 120 metri quadrati, che sarà delimitata da una recinzione ecologica e che sarà realizzata nel pieno rispetto degli alberi esistenti, senza pavimentazioni che limitino la permeabilità del terreno, in collaborazione con i giardinieri del Policlinico.

All’interno dell’area potranno trovare posto un giardino sensoriale con arbusti, fiori ed essenze, ma anche un vero e proprio orto terapeutico, dove bambini e ragazze potranno coltivare erbe aromatiche e piccoli ortaggi. Sarà possibile ricavare uno spazio adeguato per la pet therapy e piccole piattaforme per attività come yoga e shiatsu, che potranno essere aperte anche alle mamme, ai famigliari e ai sanitari.

“I bambini e le famiglie sono da sempre al centro della nostra mission – dichiara il Presidente di Fanep Valentino di Pisa. Sappiamo quanto sia importante costruire nuovi spazi di benessere, soprattutto in un momento così complesso come quello che stiamo attraversando, per questo siamo orgogliosi di questa iniziativa che abbiamo ideato insieme alla Fondazione. Questo giardino, oltre ad essere pensato come un vero e proprio strumento terapeutico, vuol essere soprattutto un luogo meraviglioso ove i bambini i genitori i medici e gli infermieri possono trovare un angolo di tranquillità a contatto con la natura in cui possono essere sviluppate attività di orticoltura, di educazione alimentare sostenibile nonché interventi psicocorporei”

“Poter stare a contatto con la natura – racconta il presidente della Fondazione Sant’Orsola Giacomo Faldella – è un elemento importante nel percorso di cura. Siamo molto contenti di questa collaborazione con Fanep, che ha sviluppato una grande competenza sul tema delle terapie integrative, e ancor più del percorso a cui insieme daremo vita per coinvolgere tutte le altre associazioni, i reparti, i pazienti e le famiglie nella progettazione”.

Il giardino nasce in particolare all’interno dell’approccio integrato del Centro Regionale per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) in età evolutiva e per i piccoli pazienti di Neuropsichiatria Infantile (NPI), ma come accennato sarà aperto a tutti i pazienti pediatrici ricoverati nel padiglione. L’idea è di far vivere questo spazio tutto l’anno: quando il maltempo impedirà di frequentare il giardino, ad esempio si potranno organizzare incontri sulle piante officinali nelle sale dei reparti oppure laboratori utilizzando foglie e fiori.

Nelle prossime settimane partirà, infatti, un percorso di consultazione di tutti coloro che operano nei reparti pediatrici e di pazienti e famigliari. Con un concorso di idee, che coinvolgerà anche la scuola in ospedale, saranno i bambini a scegliere il nome del giardino. Con questionari e focus group si coinvolgeranno medici e infermieri, volontari delle altre associazioni e genitori per disegnare lo spazio e immaginare tutte le attività che potrà accogliere.

Fondazione Sant’Orsola, buona pratica per il 6° Italy Giving Report

L’esperienza della Fondazione Policlinico Sant’Orsola è fra quelle presentate nel 6° Italy Giving Report, realizzato dal settimanale Vita, scaricabile online a questo link e in distribuzione da lunedì 11 gennaio. L’articolo che racconta tutto quel che insieme abbiamo fatto nel 2020 è stato pubblicato oggi in anteprima sul sito del settimanale e potete leggerlo qui

“La Fondazione Policlinico Sant’Orsola – inizia così l’articolo – è una realtà bolognese che ha visto letteralmente esplodere la sua raccolta fondi: dai 350mila euro del 2019 a 4,744 milioni nel 2020. Il cuore dei loro progetti? Stare vicini al personale sanitario, con spesa a domicilio e accoglienza in albergo per i neoassunti o per chi non voleva rischiare di contagiare i propri cari. Grazie a 136 volontari incredibili”.

Insieme a Comet trenta tablet per i pazienti del padiglione Covid

Trenta tablet per i pazienti Covid. Per poter chiamare a casa ma anche per guardare un film o leggere un quotidiano online e trascorrere così un po’ meglio l’isolamento in questi giorni di festa. Li ha regalati il Gruppo Comet nella persona del Presidente Sante Cervellati ai reparti di degenza, subintensivi e di terapia intensiva del padiglione 25 del Sant’Orsola.

 

“Per i nostri pazienti – spiega la dottoressa Daniela Di Luca, responsabile della terapia intensiva del padiglione 25 – è un aiuto decisivo poter rimanere in contatto con i propri cari, potersi parlare ma anche vedere come un tablet consente di fare al meglio. Attraverso lo schermo si può rimanere comunque in contatto con il mondo e ricevere stimoli positivi”.

 

Sante Cervellati ha aderito a un’idea della Fondazione Sant’Orsola, consolidando un rapporto nato già durante la prima fase dell’emergenza con una donazione importante che aveva consentito di sostenere sia l’acquisto di attrezzature sanitarie sia servizi per essere a fianco del personale degli ospedali.

 

“Sono felice di partecipare a questa iniziativa della Fondazione Sant’Orsola – ha spiegato il fondatore Sante Cervellati – avendo vissuto momenti difficili anch’io nell’affrontare la malattia nel reparto Covid dell’ospedale”.

 

“Questa donazione – ha commentato il presidente della Fondazione Giacomo Faldella – chiude così un cerchio, essendo a sostegno dei pazienti e testimonia ancora una volta la forza dell’abbraccio di cui la nostra città e le migliori energie imprenditoriali sono capaci, per sostenere chi è più fragile così come chi sta lottando per tutti noi”.

 

 

Mille panettoni dai panificatori Ascom per gli ospedali di Bologna

Sono dieci mesi che i medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari del Policlinico Sant’Orsola e dell’ospedale Maggiore stanno lavorando senza sosta per far fronte all’emergenza dovuta al Covid-19. Per questo motivo, in vista del Natale, Confcommercio Ascom Bologna, in collaborazione con l’associazione dei Panificatori bolognesi, questa mattina ha donato oltre mille panettoni alla Fondazione del Policlinico Sant’Orsola che li omaggerà a medici, infermieri e Oss del Sant’Orsola e dell’ospedale Maggiore.

 

La distribuzione è avvenuta oggi al Maggiore. Domani al Sant’Orsola ogni dipendente potrà ritirare il proprio panettone, fino ad esaurimento scorte, passando tra le 13.30 e le 17 dalla sede della Fondazione Sant’Orsola, nel chiostro del padiglione 3, al piano terra. Altri panettoni sono stati portati al personale che è alloggiato negli alberghi.

 

«L’attenzione di Confcommercio Ascom Bologna per medici, infermieri e operatori socio sanitari degli ospedali cittadini è massima, perché riteniamo che il loro lavoro e supporto in questo momento di crisi sanitaria sia encomiabile e insostituibile – commenta Giancarlo Tonelli, direttore di Confcommercio Ascom Bologna –. Il dono dei panettoni da parte dei panificatori bolognese è un riconoscimento per quanto medici, infermieri e oss hanno fatto e continuano a fare».

 

«Siamo grati a tutti gli operatori degli ospedali per il lavoro che stanno svolgendo da quando è iniziata l’emergenza Covid-19 – spiega Graziano Bottura, presidente dell’associazione Panificatori di Bologna e provincia –. Questo gesto vuole essere un segno di vicinanza a dei lavoratori che non andranno in vacanza neanche a Natale e che anzi lavoreranno durante le feste per garantirci cure e assistenza».

 

«Anche questo gesto – spiega Giacomo Faldella, presidente della Fondazione Sant’Orsola – testimonia come anche in un momento difficile per tutti, in cui la stanchezza potrebbe prendere comprensibilmente il sopravvento, non venga meno l’abbraccio della città per i nostri ospedali e per chi al loro interno lavora ogni giorno per aver cura di tutti noi».

 

La Fondazione Sant’Orsola apre in Oncologia una ‘stanza degli abbracci’

La Fondazione Sant’Orsola ha aperto in Oncologia una stanza che darà la possibilità ai pazienti di incontrare durante il periodo di Natale i propri famigliari e di parlarsi e abbracciarsi in sicurezza. Per inaugurarla è arrivato in reparto il cardinale Matteo Zuppi, che – prima di passare in corsia per un saluto ai degenti – ha incontrato insieme al direttore generale Chiara Gibertoni medici, infermieri e operatori socio sanitari da cui è partita la richiesta della stanza.

 

“L’idea – racconta la coordinatrice infermieristica Silvia Orlandini – è venuta durante un meeting di reparto medici e infermieri, parlando di che cosa avremmo potuto fare per rendere più umano e sereno questo natale”. “Eravamo abituati – spiega il direttore dell’Unità operativa Andrea Ardizzoni – ad avere un reparto molto aperto, perché crediamo che il paziente abbia bisogno non solo delle terapie ma anche dell’amore dei propri famigliari e, con tutte le garanzie per la sicurezza, non volevamo comunque negare questo aspetto”

 

Il personale del reparto ha così individuato la sala riunioni all’inizio del corridoio, lontana dalle camere di degenza, come il luogo ideale dove realizzare l’intervento. Tra due paretine in cartongesso che la dividevano già in due parti, la Fondazione Sant’Orsola ha fatto costruire così una parete scorrevole in plexiglas, su cui sono stati inseriti 4 oblò da cui escono i guanti per permettere di abbracciarsi, anche per chi deve rimanere seduto. I pazienti saranno accompagnati nella parte più interna della stanza, sarà richiusa la parete in plexiglas e nella prima parte sarà fatto entrare il familiare.

 

La possibilità sarà inaugurata nel periodo delle feste, con 3 incontri al mattino e 3 al pomeriggio. Gli operatori del reparto, se ce ne sarà bisogno, potranno essere affiancati da infermieri e operatori socio sanitari volontari della Fondazione, che potranno occuparsi sia dei controlli sui parenti, sia della sanificazione degli ambienti, necessaria dopo ogni incontro, ma anche affiancare infermieri e operatori socio sanitari nel trasporto dei pazienti, per non pesare troppo su una vita di reparto resa già più complessa dalla situazione generale.

 

“L’ospedale – ha spiegato il cardinale Zuppi – è uno dei posti dove più si rivela l’umanità. Ma anche qui qualche volte fatica a manifestarsi, ad esempio quando come ora c’è una necessità d’isolamento per garantire la sicurezza. Io penso che una stanza come questa, dove si può sentire la persona amata e trasmettere i propri sentimenti, rende tutto quanto più umano, vince per certi versi la sofferenza e aiuta la terapia, dà un motivo in più per superare la malattia che altrimenti rischia di farti percepire come qualcosa che non vale più”.

 

“È molto significativo – ha commentato il direttore generale Chiara Gibertoni – che questa richiesta sia partita proprio dal personale, che vive ogni giorno a fianco dei pazienti e che sa leggerne i bisogni e le attese. È l’ospedale che siamo e sempre più voglia diventare: un luogo capace di unire all’eccellenza delle cure un’attenzione forte alle persone”. “Questo intervento – ha ricordato il presidente della Fondazione Sant’Orsola Giacomo Faldella – per noi prosegue il lavoro iniziato con il progetto ‘Lo spazio che cura’, grazie a cui abbiamo ristrutturato il day hospital oncologico, creando un luogo pieno di luce e colore, immerso nel verde. Conta lo spazio e ancora di più sono importanti le relazioni che in questo spazio, anche in ospedale, possono crescere e rafforzarsi”.

 

Taxi a 1 euro, il servizio per i pendolari si estende al personale di Ausl

Dalla stazione ferroviaria alla sede di lavoro (e ritorno) con il taxi a 1 euro. La Fondazione Sant’Orsola in collaborazione con Cotabo da lunedì 21 dicembre estende il nuovo servizio per il personale pendolare agli Ospedali Maggiore e Bellaria e alla sede di via Castiglione dell’Ausl di Bologna. Un modo per agevolare e rendere più sicuri, anche durante questa seconda fase di emergenza, gli spostamenti di chi ogni giorno fa il proprio lavoro prendendosi cura di tutti coloro che ne hanno bisogno.

 

Il servizio proseguirà almeno fino al 15 gennaio 2021. Per usufruirne sarà sufficiente salire su un taxi Cotabo e presentare badge aziendale ed abbonamento o biglietto del treno. La tratta in cui è attivo il servizio è quella tra i due ospedali cittadini e la sede di via Castiglione da una parte e la stazione centrale FFSS dall’altra, e viceversa. Il passeggero spenderà soltanto 1 euro, mentre il resto sarà coperto dalla Fondazione Sant’Orsola.

 

Se nelle piazzole di sosta non dovessero esserci taxi è possibile chiamarne uno (051.372727) senza alcun costo aggiuntivo. “Ridurre i rischi di contagio e agevolare gli spostamenti in una fase in cui i turni spesso si protraggono – spiega il presidente Faldella – è uno dei tanti modi attraverso cui vogliamo dire al personale degli ospedali che siamo e rimaniamo al loro fianco, facendo la nostra parte come loro fanno la loro”.

 

“Anche in questa fase delicata – spiega il presidente di Cotabo Riccardo Carboni – prosegue il rapporto di stretta collaborazione tra Fondazione Sant’Orsola e Cotabo. Per noi è un onore poter aiutare chi aiuta e essere a fianco del personale ospedaliero mettendo a disposizione quello che sappiamo fare. Fondazione Sant’Orsola e Cotabo dimostrano che insieme si è più forti, in qualsiasi situazione”.

“Più forti insieme” apre uno Spazio bimbi per i figli dei dipendenti

Apre il Padiglione delle Meraviglie, uno spazio per i figli dei dipendenti. Tutti i giorni educatori professionali coordinati da una pedagogista proporranno giochi, attività, laboratori e nuove esperienze ai bimbi dai 3 ai 10 anni, suddivisi in due gruppi (dai 3 ai 6 e dai 6 ai 10 anni). Il Padiglione, a fianco della chiesa di San Gregorio (ingresso da via Pizzardi 1), nella fase iniziale sarà aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18, con la possibilità di estendere il servizio anche nel fine settimana o oltre le 18 se emergeranno esigenze in questo senso.

 

È l’ultima iniziativa che la Fondazione Sant’Orsola propone, d’intesa con l’Azienda ospedaliero universitaria, per dare una mano a conciliare vita e lavoro, una sfida di questi tempi ancora più complessa. Tutta l’attività sarà svolta nel pieno rispetto delle norme vigenti (è obbligatorio l’uso della mascherina per i bambini sopra i 6 anni) e ambienti e attrezzature saranno quotidianamente sanificati. Durante il pomeriggio sarà offerta anche la merenda e sarà possibile chiedere di andare a prendere o riportare a casa i bambini.

 

Lo spazio 3-6 anni risponderà ai bisogni di scoperta, esplorazione, curiosità tipici di questa fascia di età. Ci saranno ‘tane’ dove potersi prendere un momento per sé, una zona rilassamento con tappetoni e cuscini, una zona motoria con materassini, ma anche un angolo grafico-pittorico con l’uso di diverse tecniche (disegno, creta, pittura) e laboratori con materiali naturali quali legno, sassi, ciottoli, conchiglie e bambù, letture animate e utilizzo di dispositivi digitali. Lo spazio 6-10 anni sarà flessibile per adattarsi sia alle attività strutturate che al gioco libero, con un angolo lettura, giochi di società e un atelier creativo, ma anche con la possibilità di dare un supporto per i compiti.

 

L’attività partirà da lunedì 14 dicembre. Per iscriversi è disponibile un modulo di adesione su questo sito (sezione ‘Per il personale’ – pagina ‘Spazio bimbi’). L’accesso sarà possibile fino ad esaurimento posti. Sarà comunque stilata una graduatoria (in base alla tempistica di invio della domanda) per gestire eventuali rinunce o possibili estensioni del servizio.

 

Per avere ulteriori informazioni, per ricevere risposta a dubbi o domande o più semplicemente per conoscersi educatori e pedagogista saranno disponibili per un incontro online giovedì 10 dicembre alle ore 17.30. Chi fosse interessato a partecipare, per ricevere il link può scrivere una mail a insieme@fondazionesantorsola.it

(la foto è stata scattata in un periodo precedente all’emergenza Covid-19)