11 Settembre 2026
Una cena diffusa tra refettorio, agape, chiostro e giardini. Installazioni per far vivere i manoscritti delle monache e lo spirito del luogo. Sale dedicate alla presentazione dei progetti e la magia di un video mapping finale che ha animato le pareti dell’ex Monastero. Settantanove volontari ed oltre 500 partecipanti. Sono gli ingredienti di “Una luce sempre più grande”, l’evento solidale organizzato da Fondazione Sant’Orsola per iniziare a far toccare con mano un grande progetto solidale.
“Per noi è stata una serata fondamentale – racconta il presidente di Fondazione Sant’Orsola Andrea Moschetti – la prima occasione per far toccare con mano a tante persone tutto ciò che, grazie alla generosità dell’Arcidiocesi, sarà possibile realizzare nei prossimi anni all’interno dell’ex Monastero della Visitazione”. Il complesso monastico, che sorge a pochi passi dall’ospedale, conta quasi 4mila metri quadrati coperti immersi in un parco esteso per 3mila metri quadrati.
La cena solidale comprendeva 24 piatti diversi, realizzati da Felsinea Ristorazione e distribuiti in sei sale diverse dell’ex Monastero e nel giardino, per aiutare le persone a muoversi all’interno della struttura, incontrarsi e confrontarsi. Tra una sala e l’altra era possibile poi trovare installazioni sulla storia del luogo e, soprattutto, presentazioni dei primi progetti che qui verranno realizzati, dall’accoglienza ai servizi per anziani con Alzheimer e bimbi con Trisomia 21. Un video realizzato da Open Project illustrava i lavori di ristrutturazione mentre visite guidate si sono susseguite per tutta la sera alle ghiacciaie dell’ex Monastero.
“La luce che ha contraddistinto questo luogo – spiega Andrea Moschetti – vogliamo che, anche se in forme nuove, continui ad alimentare il futuro. Unire accoglienza e meditazione, inserimento lavorativo dei disabili e doposcuola per i ragazzi è una grande sfida che ci potremo vincere solo grazie al sostegno della città, che in questa serata abbiamo respirato pienamente e che ci permetterà di costruire insieme un pezzo di città in cui ci sia davvero posto per tutti, facendo vivere una comunità capace di arricchire la vita di ognuno nel sostegno reciproco e nell’apertura agli altri”.
Completato il progetto di ristrutturazione e arrivati tutti i permessi, dalla Soprintendenza al Comune, entro la fine dell’anno potrebbero essere aggiudicati i lavori che dovrebbero concludersi in 24 mesi. I costi di ristrutturazione saranno in buona parte coperti dall’Arcidiocesi, che rimarrà proprietaria del complesso monastico, mentre alla Fondazione spetterà dare un contributo ai lavori, acquistare tutti gli arredi e, dalla sua entrata in attività, pagare l’affitto e tutti i costi di gestione. La serata è stata resa possibile dal contributo di BCC Felsinea, General Contract, 2comeventi, La Casona, Palazzo di Varignana e Idros.



















