30 Marzo 2026
Sette anni, una storia di straordinaria generosità. È la storia di Fondazione Sant’Orsola che il 27 marzo ha festeggiato il proprio settimo compleanno. Una realtà che con i propri progetti ha saputo coinvolgere in questi anni 32.447 donatori e centinaia di volontari. Una presenza quotidiana e concreta che ha cambiato il percorso di cura di migliaia di pazienti.
“Fin dall’inizio i nostri progetti – racconta il presidente Andrea Moschetti – sono nati ascoltando i bisogni delle persone con l’intento di offrire, insieme, una risposta. Questa concretezza e la possibilità di toccare con mano quel che realizziamo ha convinto tanti bolognesi, dando loro occasione di esprimere la straordinaria generosità di cui sono capaci, dando forza ad una comunità che cura, cresciuta con il sostegno dei nostri promotori e sotto la guida, per i primi sei anni, del professor Faldella”.
In questi anni sono stati così 18.973 i pazienti sostenuti dalla Fondazione Sant’Orsola attraverso tanti progetti continuativi. Casa Emilia, che conta oggi tre strutture con oltre 90 posti letto, ha accolto 2.712 famiglie. Contemporaneamente sono stati 6.471 i ricoverati che hanno potuto usufruire del Centro benessere dentro all’ospedale, con vasca per il bagno assistito, barbiere e parrucchiera.
Con la musicoterapia nei reparti pediatrici sono stati coinvolti 4.368 bambini e bambine ricoverate, mentre sono stati 5.088 i libri donati ad altrettanti degenti, 56 i bimbi con sindrome di Down che hanno potuto usufruire della logopedia precoce, 31 gli anziani che hanno partecipato alla musicoterapia per l’Alzheimer, 247 i neonati coinvolti con la mamma nel laboratorio Incanto.
A questa presenza continuativa si affiancano i grandi interventi per migliorare i luoghi di cura – dalla trasformazione dei due Day hospital, dove migliaia di pazienti ricevono ogni giorno le terapie, all’ormai imminente inaugurazione del Parco della luna, uno spazio che regalare ai piccoli pazienti ricoverati momenti di gioco e spensieratezza – senza dimenticare il sostegno alla ricerca e l’acquisto di tecnologie capaci di migliorare la radioterapia, la riabilitazione, il trapianto di cuore e le terapie intensive.
“Fondazione Sant’Orsola è stata al nostro fianco – racconta il direttore generale del Policlinico Chiara Gibertoni – realizzando insieme a noi interventi per il personale, dall’accoglienza in albergo durante la pandemia, al centro estivo per i figli di medici, infermieri e di tutto il personale del Policlinico, oltre che interventi importanti come l’Infopoint lungo il viale centrale dell’ospedale, per orientare e accompagnare visitatori e pazienti, grazie alla presenza dei volontari”.
Quella di chi dona parte del proprio tempo a sostegno dei pazienti è una presenza fondamentale. In questi sette anni i volontari della Fondazione Sant’Orsola – oggi 326 – hanno donato 130.206 ore realizzando ogni giorno nove servizi diversi, dall’accoglienza negli atri all’aiuto ai pasti, dall’accompagnamento in Oncologia, in Geriatria o al Centro benessere alla presenza quotidiana a Casa Emilia. Sono loro – come ha sempre sintetizzato il primo presidente della Fondazione, oggi presidente onorario, Giacomo Faldella – il “cuore della Fondazione”.
“Una presenza che ha contribuito in questi anni – spiega il presidente Moschetti – a dare vita a una comunità che cura, un patrimonio attorno a cui cresceranno i nostri progetti e le attività future, che stiamo realizzando nella nostra nuova casa in via Tambroni e che respireranno pienamente nell’ex Monastero della Visitazione che prenderemo in gestione terminati i lavori di ristrutturazione. Luoghi in cui lo spirito della Fondazione potrà esprimersi appieno, donando a Bologna esperienze capaci di arricchire la vita di tutti, giovani e anziani, persone sane o malate”.
Nella foto: il primo CdA della Fondazione Sant’Orsola, sette anni fa, nella biblioteca storica del Policlinico